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Tikni Muzika Basalem
dal 22/7/2002 al 23/7/2002
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marco




 
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22/7/2002

Tikni Muzika Basalem

Lungo Bisenzio, Prato

Piccole Musiche Crescono. Concerto happening con i bambini rom partecipanti al laboratorio di attivita' musicali tenuto nei campi nomadi. Nell'ambito della XXIII edizione del Festival delle Colline 2002.


comunicato stampa

PICCOLE MUSICHE CRESCONO

FESTIVAL DELLE COLLINE 2002
XXIII EDIZIONE
Comune di Poggio a Caiano in collaborazione con Assessorato alla Cultura della Provincia di Prato - Centro per lArte Contemporanea Luigi Pecci - Assessorato alla Cultura e Spettacolo del Comune di Prato - Comune di Carmignano Comune di Montemurlo

martedì 23 luglio ore 21,15 - Ingresso gratuito
Lungobisenzio - Viale Galilei (altezza Ponte Datini)- Prato

TIKNI MUZIKA BASALEM
PICCOLE MUSICHE CRESCONO
Concerto happening con i bambini rom partecipanti al laboratorio di attività musicali tenuto nei campi nomadi, produzione Toscana Musiche

Martedì 23 luglio ultimo appuntamento del Festival delle Colline 2002, la rassegna di musica, teatro e spettacolo promossa dal Comune di Poggio a Caiano in collaborazione con Assessorato alla Cultura della Provincia di Prato - Centro per lArte Contemporanea Luigi Pecci - Assessorato alla Cultura e Spettacolo del Comune di Prato - Comune di Carmignano Comune di Montemurlo.
Sul Lungo Bisenzio di Prato viale Galilei allaltezza del Ponte Datini, inizio ore 21,15, ingresso gratuito sarà di scena Tikni Muzika Basalem - Piccole Musiche Crescono, concerto/happening che vede protagonisti i bambini rom che nei mesi scorsi hanno partecipato al laboratorio di attività musicali tenuto nei campi nomadi della Toscana: una produzione di Toscana Musiche, (associazione di Regione Toscana che raccoglie i principali festival musicali della regione).

Le esperienze di animazione culturale per bambini e ragazzi rom sono state numerosissime in Toscana almeno a partire dalla fine degli anni '80. I risultati sono stati spesso deludenti, malgrado le buone intenzioni, e malgrado qualche esperienza di qualità. Per fortuna non sono pochi quelli che ormai hanno capito le ragioni chiave di questi scacchi successivi, legati alle caratteristiche stesse della cultura rom (in particolare a quella familiare) e anche all'importanza perfino eccessiva che questa cultura attribuisce alla musica, alla danza, alla festa.
La chiave centrale resta quella della necessità di un'autogestione, spesso sia nei contenuti che nelle forme, per queste esperienze. E in questi anni si è creata, più che in passato, una capacità propria della comunità rom a questo livello. La crescita di una generazione di mediatori culturali coscienti del proprio ruolo, un aumento della scolarizzazione di base, l'aumento generale della coscienza di sé nelle famiglie e nei giovani, sono i fattori positivi di questa crescita, che pure continua ad accompagnarsi a condizioni di vita prevalentemente allucinanti, e a un'irriducibilità culturale fonte di non pochi equivoci.
Insomma per lavorare su comunità diverse davvero, come quelle dei rom residenti in Toscana, è necessario aprire dei processi più che confezionare programmi o spettacoli, dunque rimettere in gioco il meccanismo della didattica, della produzione e degli spettacoli nel tempo e nelle modalità. Più tempo, percorsi più complicati, più integrazione tra ricerca, laboratori permanenti, occupazione performativa degli spazi. E soprattutto la necessità di inserirsi, sostenendole, in esperienze e bisogni espressi direttamente dalle comunità e dai loro giovani.
Solo su questa base si può partire, con la speranza scatenare e sostenere, rispettandole, le impareggiabili energie creative di un popolo, i rom, troppo spesso relegato (e auto relegato) nel degrado, nel pregiudizio, nellassistenzialismo o nella persecuzione.
Le musiche, le danze, la festa, non si concluderanno dunque a Prato il 23 luglio, o nei giorni successivi, esibendo una sorta di saggi di fine o metà corso. Però a Prato apriranno in festa e a tutti i laboratori in corso, proponendo spezzoni di lavoro che sono confronto reale, quasi mai agevole, ma sempre illuminato dalla straordinaria musicalità di questo popolo "leggero" per definizione.
Tikni musika Basalem : Piccole musiche ho suonato. Ma cresceranno

Il gruppo di lavoro è formato dai seguenti operatori:
DEMIR MUSTAFA
Demir Mustafa è nato a Skopje (Macedonia) nel 1960 da una famiglia di rom dambasa (lett. allevatori di cavalli). Dopo aver ottenuto il diploma di tipografo e svolto il servizio militare in Croazia, la crisi politico-economica della ex-Jugoslavia lo ha costretto a emigrare. Dal 1989 vive a Firenze con la moglie e i suoi tre figli. Svolge da anni l'attività di mediatore culturale ed è presidente dell'Associazione Amalipé romanó (amicizia rom), da lui fondata.

ETEM DZEVAT
Rom macedone, nato a Skopje nel 1956. Formazione di regista .E' stato tra i fondatori e primo presidente del gruppo "Theatar Romà" di Skopje, oggi avviato verso sostanziali riconoscimenti internazionali e parte del settore più avanzato del teatro giovanile macedone. Residente oggi in Italia, è presidente dellAssociazione Culturale «ACER» (Associazione Comunità Europea Rom), che collabora con il Comune di Pisa per la gestione del Campo Comunale. Si occupa di attività culturali rivolte ai bambini ed agli adolescenti .

MICHELE BARONTINI
Musicista e ricercator episano attivo fin dagli anni '70 al fianco di numerosi jazzisti e improvvisatori italiani e neroamericani.. Nel 1989, dopo un lungo soggiorno in Olanda (dove frequenta l'Instituut Voor Muziekwetenshap dell'Università di Amsterdam e suona con il gruppo di musica tradizionale jugoslava ZADAR); si laurea in etnomusicologia a Roma, con il prof. Diego Carpitella. Dal 1992 comincia a lavorare con i rom residenti in Toscana, fonda con loro l'Associazione "La Vela", che si occupa di vita quotidiana nei campi ma anche di culture e produzioni musicali. Ora è ricercatore in studi sulla cultura musicale dei Roma Kosovari e Macedoni, presso la Facoltà di Scienze Sociali dellUniversità di Firenze, con lantropologo e ziganologo Leo Piasere.

SEDAT BEJZAK
Rom Kosovaro di Titomitrovica. La sua famiglia si è insediata a Firenze alla fine degli anni'80, mentre Sedat, ora poco meno che trentenne, era molto piccolo. Grande talento di danzatore, Sedat, nella seconda metà degli anni '90, ha dato il via ad un'esperienza collettiva basata su un'interpretazione personale del fenomeno della Break-Dance e del Rap. Da allora è al centro di una serie di esperienze di danza moderna con gruppi di giovani e bambini soprattutto rom.

DUSAN JAHOVICH
Rom Kosovaro proveniente da Titomitrovica, dove ha ricevuto una formazione di coreografo e animatore culturale Residente a Firenze da oltre 12 anni con la sua famiglia, è attualmente mediatore culturale presso il Q4 della città. In questa veste e in collaborazione con molte associazioni si è occupato e si occupa di formazione, produzione per musiche e danze tradizionali, organizzazione di feste.

ANTONIO MINGHI
Dal mese di gennaio 2000 inserito nell'organico della Cooperativa Sociale "CAT" di Firenze , in qualità di educatore al Campo nomadi dell'Olmatello- Firenze. Partecipa costantemente alle attività formative organizzate all'interno della cooperativa su varie tematiche legate al fenomeno dell'immigrazione, alle attività di animazione ed educativa di strada, e ai fenomeni legati alla presenza del popolo rom nell'area fiorentina. Dal mese di novembre 2001 coordina un progetto denominato Anglunipè che si occupa della individuazione di nuove aree di intervento sulla comunità rom presente sul territorio pisano. Conduce a Pisa, dal 1997, una trasmissione di musiche dal mondo su un emittente privata.

Il progetto è coordinato da Lorenzo Pallini e Michele Barontini

FESTIVAL DELLE COLLINE 2002
Informazioni: Ufficio Stampa Centro Pecci (Ivan Aiazzi) tel. 0574-531828 fax 0574-531900
Ufficio Stampa Toscana Musiche (Marco Mannucci) tel. 055-243799 fax 055-241735 e-mail: mannucci@dada.it

Lungobisenzio - Viale Galilei (altezza Ponte Datini)- Prato

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