Galleria Raucci/Santamaria
Napoli
corso Amedeo di Savoia, 190
081 7443645 FAX 081 7442407
WEB
Hugo Markl
dal 12/4/2006 al 12/5/2006
Dal martedi' al venerdi' dalle 11.00 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 18.30.

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Galleria Raucci/Santamaria


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Hugo Markl



 
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12/4/2006

Hugo Markl

Galleria Raucci/Santamaria, Napoli

Shrug. L'artista attraverso il processo creativo e l'opera tenta, su due livelli differenti, una comunicazione: in uno il visibile puo' informarci su materiale e forma ,mentre nell'altro tenta di aprire la nostra visione a interpretazioni aperte o chiuse sull'oggetto percepito.


comunicato stampa

Shrug

L'apparenza delle cose puo' essere ingannevole, l'arte e la sua storia e' costellata da opere che tentano di sviare la nostra percezione affinche' il contenuto che in esse risiede si possa svelare per gradi filtrato dalla nostra personale sensibilita' interpretativa. L'artefice di questo inganno e' l'artista che attraverso il processo creativo e l'opera tenta, su due livelli differenti, una comunicazione: in uno il visibile puo' informarci su materiale e forma ,mentre nell'altro, un secondo livello invisibile, tenta di aprire la nostra visione a interpretazioni aperte o chiuse sull'oggetto da noi percepito. Queste sono il prodotto della traduzione delle esperienze di vita che l'artista applica alle opere come veicoli di comunicazione che possono aprire, al nostro sguardo, delle inaspettate visioni in cui addirittura la forma assume un'ulteriore e piu' recondita dimensione.

Hugo Markl applica e traduce le sue esperienze in opere in un modo che potrebbe sembrare ortodosso, ma che invece possiedono una logica che tende ad aprire la strada a nuove interpretazioni. In cio' c'e' un gioco sottile di mostrare e celare nell'oggetto due momenti percettivi e interpretativi differenti e a volte contrastanti perche' le verita' che in esse si vuole affermare non possiedano un univoca dimensione ma possano dirigersi democraticamente in diverse direzioni. Queste immagini che l'artista presenta sono il risultato di un processo in cui i collage o i disegni assumono una forma ambivalente di opera.

La mano che li ha realizzati, nella nostra percezione, viene sottratta dalla visione dei manufatti in questione, in quanto questi sono tradotti in fotografie, ma celatamente presente nella realizzazione. L¹aurea dell'opera viene deposta attraverso la meccanica della fotografia, mezzo di riproducibilita' tecnica e quindi di molteplicita', ma negata dal fatto che le opere in questione sono realizzate come pezzi unici. La presenza dell'artista e' nascosta dall'impatto primario ma risiede indiscutibilmente dietro l'opera e il suo processo. Le immagini in esse contenute sono state collezionate dall'artista da diverse riviste e riproposte in una associazione che ne realizza una nuova visione, la fotografia le amplifica perche' e' lo stesso mezzo che ce li ripropone come frammenti (collage) del contemporaneo, o invece come nei disegni dove ne aumenta la portata intimista e di scrittura.

Una duplice visione accompagna lo sguardo anche in una delle due sale della galleria dove, l'impatto visivo si arresta di fronte ad un muro che riproporziona lo spazio e su cui sono esposte le foto delle macerie di un palazzo viennese. La percezione e' sconcertante e dicotomica in bilico tra la costruzione della parete e le immagini astratte di una avvenuta demolizione; dietro il volume di uno spazio negato alla visione. 'Vertikales Edarmloch' e' il titolo di due sculture in bronzo esposte all'interno della mostra, esse ci appaiono come due piccole vette che s¹innalzano dal pavimento, queste forme coniche realizzate dalla terra nascondono alla nostra visione il volume del braccio dell'artista che e' stato affondato all'interno della terra e poi realizzato in scultura attraverso un calco.

Di nuovo posizioni contrastanti: da un lato la verticalita' rovesciata del braccio nella terra dall'altro la visione della scultura che si innalza dal pavimento, da un lato l'oggetto che si presenta al nostro sguardo dall'altro cio' che e' nascosto all'interno, queste coordinate riconfigurano la forma in una diversa percezione in cui il visibile non puo' manifestare l¹invisibile concretezza dalla mano che lo ha realizzato.

Inaugurazione: 13 Aprile 06 dalle 19.30 alle 21.30

Galleria Raucci/Santamaria
Corso Amedeo di Savoia 190 ­- Napoli

Orari: Dal martedi' al venerdi' dalle 11.00 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 18.30.

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