La Giarina Arte Contemporanea
Verona
(Interrato) dell'Acqua Morta 82
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Paradiso perduto
dal 27/4/2001 al 15/7/2001
045 80323I6 FAX 045 80323I6

Segnalato da

La Giarina




 
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27/4/2001

Paradiso perduto

La Giarina Arte Contemporanea, Verona

Paradiso perduto, come quello che Adamo ed Eva non seppero conservarsi perche' tentati dal peccato. Paradiso perduto, come quello raccontato da Milton per dimostrare come si possa deliberatamente scegliere il Male. Paradiso perduto, come tutte quelle terre incontaminate che il progresso sta distruggendo per sempre. Paradiso perduto, come il ricordo di un'arte capace di parlare a tutti, figurativa, suggestiva e immediata, libera dalle contorte filosofie pensate esculsivamente per gli addetti ai lavori. A Verona, nei locali della galleria La Giarina nove artisti immaginano il giardino dell'Eden.


comunicato stampa

Paradiso perduto, come quello che Adamo ed Eva non seppero conservarsi perché tentati dal peccato. Paradiso perduto, come quello raccontato da Milton per dimostrare come si possa deliberatamente scegliere il Male. Paradiso perduto, come tutte quelle terre incontaminate che il progresso sta distruggendo per sempre. Paradiso perduto, come il ricordo di un'arte capace di parlare a tutti, figurativa, suggestiva e immediata, libera dalle contorte filosofie pensate esculsivamente per gli addetti ai lavori.

A Verona, nei locali della galleria La Giarina, dal 28 aprile al 15 luglio, nove artisti immaginano il giardino dell'Eden, ridisegnandolo alla luce dei recenti disastri ecologici, delle nuove ricerche genetiche, del trionfo di petrolio e plastica, dell'immaginario erotico del terzo millennio. E, con un pizzico di sarcasmo, ricordano con i loro lavori le parole di Milton: "È meglio regnare all'Inferno che servire in Paradiso". Il mondo creato da Corrado Bonomi, Paolo Cassarà, Leonida De Filippi, Michelangelo Galliani, Ernesto Jannini, Davide Nido, David Reimondo, Vittorio Valente e Dany Vescovi - ricco di dinosauri, aracnidi, tentacoli, animali elettronici, donne prosperose e ammiccanti - è infatti più l'idealizzazione del mondo degli inferi che il rimpianto del meravigioso, splendido e perfetto, ma in fondo noiosissimo, regno del cielo. Gli artisti esaltano quelle emozioni forti, paura, desiderio, sgomento, sorpresa, che nell'Eden non dovrebbero avere asilo, e si augurano che il giardino incantato più paese dei balocchi che luogo di contemplazione. I colori sono quelli forti e sfolgoranti delle fiere e dei luna-park, le figure provengono direttamente dai B-movie e dall'immaginario fantascientifico della letteratura a dispense. Curata da Maurizio Sciaccaluga, la mostra presenta più di trenta opere, che reinterpretano le forme create dall'evoluzione naturale. Immaginando un ottavo giorno nella creazione, magari con un deus ex machina leggermente allegro e brillo. Voglioso di strafare.

Paradiso perduto mette anche in stretta relazione arte e ambiente, cercando una formula di possibile convivenza tra pittura, scultura e figure naturali. Si va dalle siepi zoomorfe e dai fiori artificiali di Corrado Bonomi, costruiti adoperando pompe per l'irrigazione, agli animali di Ernesto Jannini, che - come in un tridimensionale Blade runner - sotto la pelle nascondono (male) i meccanismi elettronici che li muovono. Si passa dalle piante di Leonida De Filippi, ingranaggi in acciaio sviluppatisi secondo le logiche dell'evoluzione, come nel B-movie Tetsuo, ai ragni di Davide Nido, disegnati usando materiali acrilici e colle a caldo. Se David Reimondo pensa alla nascita di Adamo, che con difficoltà viene fuori dal blu profondo del nulla, Paolo Cassarà già gli mette al fianco una superEva dalle forme stratosferiche, capace di ri-stenderlo immediatamente. Dany Vescovi ridisegna i microorganismi cellulari, facendoli esplodere in gigantografie sulle tele, mentre Vittorio Valente immagina quei virus che, terribili e bellissimi, creeranno non pochi problemi agli abitanti di un mondo tanto strano. Intanto Michelangelo Galliani pensa a una transgenetica in pietra che sembra nascere da una costola del furore visionario di Cronenberg...

Inaugurazione: 28 aprile ore 18.30

Orari: Dal martedì al sabato 15.30 ­ 19.30 escluso festivi

La Giarina, Interrato dell'Acqua Morta 82, 37I29 Verona Tel/Fax + 39 045 8032316

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