Villa Salati
Paestum (SA)
via Magna Grecia, 917
0828 812303

Mediterraneo Video Festival
dal 13/9/2006 al 16/9/2006
WEB
Segnalato da

Benedetta di Loreto




 
calendario eventi  :: 




13/9/2006

Mediterraneo Video Festival

Villa Salati, Paestum (SA)

Nona edizione dedicata al dialogo tra i popoli. Per tutta la durata della rassegna internazionale di cinema documentario, verra' proiettato il video Magical World dell'artista Johanna Billing. L'opera e' girata in un centro culturale di Zagabria insieme ad alcuni bambini croati. Inoltre 'Inattesi', mostra fotografica di Stephanie Gengotti.


comunicato stampa

Nona edizione

Il Mediterraneo Video Festival quest'anno sceglie il dialogo tra i popoli e istituisce il premio Roberto Rossellini per la Pace al documentario che meglio contribuisce alla tolleranza, all’amicizia tra religioni e culture in occasione del centenario della nascita del maestro del cinema.
Il Festival e' un concorso internazionale del cinema documentario giunto alla sua 9 edizione. Ha ottenuto, nel corso degli anni, un ottimo successo per il suo impegno nell’ambito della valorizzazione del paesaggio culturale, oltre che per la qualita' della scelta artistica delle proposte cinematografiche provenienti da vari paesi europei e da aree del bacino del mediterraneo. Sono tantissime le opere che pongono al centro tematiche di grande attualita' o che fanno emergere aspetti e problematiche a noi sconosciute per mancanza di informazione e conoscenza. Si privilegia un cinema del reale senza frontiere. Un cinema che dialoga tra i popoli e su questa premessa anche quest’anno il Festival ha favorito una selezione di documentari che nei contenuti e nelle storie raccontate contribuiscono alla conoscenza, al recupero e al rispetto delle identita' dei popoli.

Nell'ambito della nona edizione del Mediterraneo Video Festival di Paestum - rassegna internazionale di cinema documentario e concorso per cortometraggi e lungometraggi sui temi del Mediterraneo - il video Magical World dell'artista svedese Johanna Billing verra' proiettato durante tutta la sua durata.

Il video nasce dalla collaborazione dell’artista con un gruppo di bambini, in un centro culturale alla periferia di Zagabria, in Croazia. Il soggetto tratta la prova dei bambini coinvolti, mentre cantano la canzone Magical World, scritta originariamente dal cantante nero americano Sidney Barnes nel 1968. La canzone introduce una rilettura personale e allude al veloce sviluppo che si e' verificato in un paese relativamente giovane di fronte alla richiesta dell’Unione Europea di far parte del gruppo degi stati membri. Il film e' articolato sulla difficolta' dei bambini a gestire l’arrivo dell’uso internazionale dell’inglese, e questo viene amplificato dal significato delle parole della canzone. La caonzone e' allo stesso tempo melanconica ed esistenziale, e crea un contrasto con la tenera eta' dei bambini. Le immagini della prova sono montate con immagini della vita della citta' al di fuori della classe, e conducono lo spettatore verso la dimensione intima della performance musicale dei bambini. La Billing entra in contatto con l'atmosfera di spaesamento e di attesa di un popolo di fronte alle richieste di adeguamento agli standard internazionali.

"Il video Magical World di Johanna Billing viene presentato nell’ambito del progetto in progress on-access, progetto a cura di Benedetta di Loreto che riflette su come le differenze culturali si incontrano nella quotidianita' dei rapporti tra persone che provengono da culture e paesi diversi. Un sito internet/archivio, punto di partenza del progetto, raccoglie una serie di interviste che si focalizzano sull’espressione di queste differenze; ogni intervista sara' poi lo spunto per analizzare come le tematiche affrontate vengono tradotte e affrontate dalla cultura contemporanea (http://www.on-access.net).

Prima di essere proiettato nell’ambito del MedVideoFestival di Paestum, questo video ha girato insieme al progetto zingari di mare, edizione 2006, lungo le coste del Mediterraneo."

Johanna Billing e' un’artista svedese che vive e lavora a Stoccolma. Tra i progetti a cui ha recentemente partecipato: Project for a revolution, Setting the Scene-Accademia di Belle Arti, Roma (2006); Magical World, PS1-New York (2006); 9 Biennale di Istambul (2005), Adam, Smart Project Space-Amsterdam (2005); If I can’t dance, I don’t want to be part of your revolution, Performance Tour, The Netherlands, (2005) e Biennale di Mosca (2005); You don’t love me Yet tour, Milton Keynes Gallery (2005); Studio Works, Milch at Gainsborough Studios (2003); You don’t love me Yet, Frieze Art Fair (2003) e Biennale di Venezia (2003).

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Mostra Fotografica "Inattesi"
Foto di Stephanie Gengotti

La mostra fotografica “Inattesi" e' un po' la sintesi del lavoro della fotografa Stephanie Gengotti dal 2003 ad oggi seguendo le orme delle storie che l’hanno appassionata. Il suo lavoro si focalizza in particolare sulle storie delle persone emarginate costrette a subire le conseguenze dell’incapacita' da parte dei governi di trovare per loro una soluzione dignitosa. Per lei non esistono immigrati ma solo viaggiatori a cui spesso viene negato il diritto di muoversi liberamente e che quindi si trovano costretti a fermarsi in un paese che non li accetta ma che non possono lasciare.La mostra fotografica include foto da alcuni campi nomadi di Roma; dal “Residence Roma" considerato un “no man’s land" a causa delle difficilissime condizioni di vita cui sono sottoposti i suoi abitanti appartenenti a varie comunita'; di Feven, una giovane donna Eritrea che per fuggire da una guerra che devasta il suo paese da decenni attraversa l’Africa per imbarcarsi su una “carretta del mare" da Tripoli a Lampedusa; Safiya la donna nigeriana condannata alla lapidazione dalla legge Islamica per aver concepito una figlia fuori dal matrimonio, ma poi salvata dalla mobilitazione internazionale; gli orfani del ventennale conflitto in Uganda.

BIOGRAFIA
Stephanie Gengotti e' di nazionalita' Italo/Francese. Ha studiato fotografia con Erico Menczer, direttore di fotografia del cinema italiano e internazionale.Seguendo le orme del maestro inizia come fotografa di scena su vari set cinematografici; ora lavora con varie agenzie fotografiche del cinema e della moda. E’ reporter della Freelance International Press e collabora con varie case editrici e testate giornalistiche.Ha viaggiato e vissuto in numerose parti del mondo realizzando reportage in Nuova Zelanda/Isole Fiji (2001-2002), Mozambico (2003) e Uganda (2004).In Italia si occupa principalmente d’immigrazione e emarginazione, segue dal 2003 le vicende di vari campi nomadi a Roma. Realizza i reportage sulla comunita' rom di “Vicolo Savini" (2003 - 2005), e sulla comunita' senegalese del “Residence Roma" (2005). Nel 2005 realizza le fotografie del calendario
“me sem rom sono rom" un lavoro artistico che vede come protagonisti 18 ragazzi rom provenienti da vari campi nomadi di Roma posare come divi del cinema. Nel 2005 e' l’ideatrice insieme a Sevla Sejdic del docu-film “La casa di Priscilla" regia di Roberto Saura, dove realizza una mostra fografica con le foto di scena del film.Nel 2006 realizza la mostra fotografica “Urban Lifestyle" ospitata nello spazio del Comune di Roma Vetrina Roma alla stazione Termini. I protagonisti sono sempre i giovani rom fotografati nei luoghi piu' belli della capitale come simbolo del loro desiderio di uscire dai campi ghetto e muoversi liberamente nella citta' della quale si sentono parte. Nel 2006 insieme al fotografo Fabio Amicucci fonda lo 'studio effe 64’ dando inizio ad una serie di collaborazioni artistiche e giornalistiche.

Immagine: Johanna Billing, Magical World

Paestum, nel comune di Capaccio (SA), all’interno di una delle Aree archeologiche piu' famose e suggestive d’Italia. La location scelta e' Villa Salati, antistante la Zona Archeologica.

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