Studio Stefania Miscetti
Roma
via delle Mantellate, 14
06 68805880 FAX 06 68805880
WEB
She Devil
dal 13/11/2006 al 24/11/2006
Dalle 16.00 alle 20.00, dal martedi' al sabato

Segnalato da

Studio Stefania Miscetti




 
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13/11/2006

She Devil

Studio Stefania Miscetti, Roma

Tre video e tre dipinti di 4 artiste selezionate da 4 curatrici: Daniela Cascella, Dobrila Denegri, Tiziana Di Caro, Elena Giulia Rossi. Le opere di Nooshin Farhid, Julia Widner, Lucia Lamberti, Kelly Dobson sono presentate come appunti di indagine al femminile e analizzano il rapporto tra realta' esterna e mondo interiore.


comunicato stampa

Opere di quattro artiste presentate da quattro curatrici

Lo Studio Stefania Miscetti presenta tre video e tre dipinti di artiste selezionate da quattro curatrici: Daniela Cascella, Dobrila Denegri, Tiziana Di Caro, Elena Giulia Rossi. Le opere sono presentate come appunti di indagine e riflessione al femminile, analizzando il rapporto tra realta' esterna e mondo interiore attraverso comportamenti e situazioni comunemente inscritte nella 'normalita''. She Devil, nome di un'eroina di Marvel e titolo di film, allude, in modo giocoso, allo spirito diabolico e bizzarro con cui l'esperienza artistica indaga e attraversa il quotidiano. Ognuna delle protagoniste delle opere mette in gioco se stessa attraverso il confronto, a volte violento altre grottesco, con momenti che caratterizzano la vita, mai fornendo una chiave di lettura definitiva, ma piuttosto aprendo ulteriori interrogativi.

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Nooshin Farhid

a cura di Daniela Cascella

She Wants Me To Go To Heaven, single screen video, 2001, 16'

Il parlato piatto e indistinto di Lei e' affogato nel suono di una macchina da scrivere che ne cancella le pretese e ne rivela la monotonia di toni e di argomenti. Lui appare seduto accanto a Lei ma in realta' la sua vicinanza si rivela un'immagine montata: e' soltanto l'involucro del suo corpo che sta dove dovrebbe stare. In realta' Lui si manifesta in una serie di inquadrature a parte, si racconta solo quando Lei manca sullo schermo. E con poche frasi ironiche e asciutte (il contrario del mare indistinto del chiacchiericcio di Lei) esprime la propria inadeguatezza - lui, emigrato in Inghilterra dall'Iran - l'incapacita' di trovare parole: inizia a raccontare una storia ma non riesce a concluderla, si scontra con l'impossibilita' di una lingua non sua eppure afferma la volonta' di rimanere in mezzo alle "Persone Terrene". Gesti, sguardi e parole tirate fuori dall'anima perche' necessarie e solo quando necessarie, opponendosi ad ogni prosaico eccesso di spiegazione.

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Julia Widner

a cura di Dobrila Denegri

Keep On, video, 2003

Un scenario semplice, come una passeggiata nel parco in una giornata di sole, come un tentativo di irrompere nella ordinaria quotidianita' della gente comune con un refrain sdolcinato da film americano anni '60 che invita ad essere sempre sul 'lato solare della vita'. Cosi' e' il video della giovane tedesca Julia Weidner: una serie di mini-gag riprese dal vivo in cui i protagonisti sono passanti casuali, cui dimensione ordinaria, privata e anonima all'improvviso viene 'disturbata' da un apparentemente innocuo e spiritoso commento musicale eseguito dall'artista. Questa colonna sonora trasforma ogni scena in una sorta di vignetta che con sottile ironia e arguzia ritrae una specifica condizione sociale e, allo stesso tempo, pone li'interrogativo di come l'arte contemporanea oggi possa trattare temi come ottimismo e populismo.

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Lucia Lamberti

a cura di Tiziana Di Caro

Girls+cars+guns, tre opere olio su tela, 2006, cm 100 x 120

Protagoniste delle opere presentate sono donne armate, colte nel momento in cui, assalite dall'isitinto di difesa o dalla furia omicida, puntano la pistola contro il nemico. Un nemico ignoto perche' e' relegato al di la' della scena pittorica, facendo si' che l'attenzione si concentri esclusivamente sull'espressione femminile, che si contrare e si deforma fino a diventare mostruosa. Le fonti che Lucia Lamberti utilizza sono film di bassa qualita' reperibili in rete, da cui seleziona dei frame, che sono decodificati e alterati dal gesto pittorico. Sfalsando i pixel e rendendo vibranti le forme, l'artista altera la bellezza delle attrici, creando scene dinamiche e inquietanti, in cui l'idea della bellezza femminile e' violentata dalla rabbia, dalla follia, dalla paura.

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Kelly Dobson

a cura di Elena Giulia Rossi

Blendie, 2003 ­ 2004, video, 3'

Blendie e' una video performance che indaga in chiave umoristica la relazione tra uomo e tecnologie. Un software, invenzione dell'artista, fa si' che un frullatore anni Cinquanta risponda alla voce umana diventando un interlocutore che a tratti sembra non obbedire piu' allo stimolo umano per rivelare una coscienza propria. Frutto di una lunga ricerca in design, ingegneria e psicoterapia, Blendie e' parte del piu' ampio progetto 'Machine Therapy': la costruzione di macchine 'empatiche', come nel caso Blendie, apre a riflessioni sulla risposta sociale al dilagare dell'utilizzo delle tecnologie nell'era post-industriale.

Inaugurazione: martedi' 14 novembre 2006, ore 19.00

Studio Stefania Miscetti
via delle Mantellate 14 - Roma
Orario: dalle 16.00 alle 20.00, dal martedi' al sabato

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