Galleria Perela'
Venezia
Castello 3459 (Salizada dei Greci)
041 5204630 FAX 041 5204630
WEB
Morten Viskum
dal 4/6/2009 al 22/11/2009
mart-sab 10-18

Segnalato da

Eleonora Tarantino



approfondimenti

Morten Viskum



 
calendario eventi  :: 




4/6/2009

Morten Viskum

Galleria Perela', Venezia

La mano nera. "Il segno caratteristico tracciato dalla mano e' riconoscibile per la forma delle linee corte e brusche, applicate verticalmente; i molti strati e colori danno al dipinto una sensazione ritmica. La mano e' stata anche utilizzata per applicare sangue (animale) in linee colate verticalmente".


comunicato stampa

Morten Viskum ha utilizzato tre diverse mani morte umane per creare tre 
nuclei di lavoro.
La prima mano realizza le opere intitolate La Mano che non
ha mai Smesso di Dipingere, la seconda mano realizza opere appartenenti al ciclo
La Nuova Mano e la terza mano produce opere chiamate La Mano Nera.

LA MANO CHE NON HA MAI SMESSO DI DIPINGERE
(1998 - oggi)

La mano che non ha mai smesso di dipingere è il titolo del primo ciclo di dipinti che
Morten Viskum ha realizzato con la mano di un morto.
E' stato esposto per la prima volta alla Galleria Christian Dam, Copenaghen 1999.
La mano stessa è stata esposta in una scatola metallica illuminata, in modo che gli spettatori fossero liberi di decidere se volevano vederla o no. 
Com'era prevedibile, la mostra suscitò molta attenzione e la mano fu rubata.
La polizia di Copenaghen non sapeva come comprtarsi con il furto di un oggetto così curioso.
Alla fine la mano ritrovò la sua strada tornando al suo legittimo proprietario. 
Successivamente è divenuta un elemento significativo di molti dei progetti artisici
di Morten Viskum.
Il segno caratteristico tracciato dalla mano è facilmente riconoscibile per la forma delle linee corte e brusche, applicate verticalmente; i molti strati e colori danno al dipinto una sensazione ritmica.
La mano è stata anche utilizzata per applicare sangue (animale) in linee colate verticalmente

Utilizzando la mano di un essere umano morto come un pennello, Viskum richiama l'attenzione sul processo creativo. Un approccio di questo tipo genera arte performativa,
si produce un'azione piuttosto che un oggetto-correlato, una presenza materiale.
Il lavoro che Viskum ha creato con la mano morta è di natura concettuale, laddove l'idea che sta dietro ai dipinti arriva in anticipo rispetto agli oggetti finiti.
In questo procedimento il lavoro di Viskum è riconducibile all'espressionismo astratto dell'americano Jackson Pollock che ha sviluppato un genere pittorico in cui srolotava una grande tela sul pavimento.
Poi camminava su di esso facendo sgocciolare, scrollare e accucciare la pittura sulla tela.
Le pennellate e le linee mostravano i movimenti dell'artista e diventavano scie dopo il suo corpo.
Il Critico d'arte americano Harold Rosenberg definì questo fenomeno nel 1952 come 
"Action Painting" – e definì con questo termine la pittura come un' azione piuttosto che come un oggetto finito. 

Possiamo dire che l'approccio di Viskum è di tipo concettuale.
Trattando la serie di dipinti intitolati La mano che non ha mai smesso di dipingere
è naturale citare altri artisti concettuali come Yves Klein (n. 1928) e le sue
"Antorpometries" dagli anni Sessanta.
Klein utilizzò nei suoi dipinti delle modelle nude come “pennelli viventi "(termine utilizzato dall'artista).
Le impronte dei corpi femminili suggeriscono allo spettatore un'associazione totalmente differente
rispetto a quelle del lavoro svolto dalla mano morta di Viskum.
Qui si aggiunge una dimensione mitica e macabra.



LA NUOVA MANO 
(2006 - oggi) 

Si tratta di una serie di dipinti in cui Morten Viskum ha utilizzato una nuova mano morta umana.
In questi dipinti le linee sono ruvide e molto più espressive delle linee brevi e sconnesse che caratterizzavano i primi dipinti della Mano che non ha mai smesso di dipingere.
Tecnicamente appaiono molto diversi, il colore è steso in un modo molto più espressivo e fisico.
Sembra che tutta la mano sia stata utilizzata, che le dita siano state utilizzate in un modo completamente diverso, con un'altra tecnica.
Il disegno sembra più espressivo, quasi aggressivo in contrasto con lo stile chiaro e circonstanziato
dei primi dipinti.

La Mano Nera
(2009 - oggi) 

La presenza di tracce naturali è la caratteristica distintiva di questa serie di lavori chiamati
La Mano Nera.
In questi lavori nel processo creativo di Viskum viene utilizzata la mano di una persona di colore.
Le opere della mano nera verranno esposte per la prima volta in assoluto nella Galleria Perelà.
Mentre un'antilope africana fluttua nello spazio espositivo. 
Anche la mano nera sarà fisicamente in mostra in una scatola di metallo illuminata e lo spettatore potrà decidere se vederla o no.
Verrà esposto anche un dipinto, un paesaggio realizzato con le dita della mano nera.
Le pennellate sono più morbide e sensuali nei dipinti della Mano Nera rispetto a quelle delle opere chiamate La Nuova Mano.
Il testo scritto sui muri della Galleria Perelà si riferisce alla storia della Mano Nera.

La mano nera scrive:

"Mio padre mi aveva promesso i 'grandi cinque', ma morì quando avevo nove anni.
L' unica cosa a cui sono riuscito a sparare mentre egli era in vita è stata un Impala che mi saltò 
di fronte sulla strada della riserva dove lavorava.
La riserva distava una mezza giornata da casa nostra, ma sono andato lì con lui tante
volte; penso che mio padre volesse che anch'io lavorassi lì, continuando il suo lavoro.
Per raggiungere la riserva, dovevamo attraversare paesaggi ineguagliabili
dai colori tali che non ho mai rivisto da allora.
Fu lì che capii cosa volesse dire per un indefinito colore di terra incontrare un cielo in perpetuo mutamento.
Due anni dopo mio padre morì e io volai con mia madre in l'Europa, mentre le mie sorelle 
rimasero, affidate a una zia.
Mia madre si ammalò poco dopo la partenza e non recuperò mai, e così a sedici anni ero solo. Non ho mai dimenticato il paesaggio e la riserva e ho trascorso la mia vita adulta creando dipinti nel tentativo di replicare questi luoghi. Si tratta di un progetto che non sono mai 
 riuscito a portare a termine, così come non sono mai tornato a prendere i grandi cinque.
Morii nel 2008. " 

Non è evadendo che Morten Viskum sfida il nostro sgomento e rispetto per la morte, e molti si sentiranno provocati e sconvolti dal comportamento e dall'interazione diretta dell'artista con la morte.

Una modalità rispettosa ed eticamente accettabile di trattare gli esseri umani e I loro resti è profondamente radicata nella maggior parte delle culture.

Molti si sentiranno provocati e shoccati.
L'arte di Morten Viskum spesso attraversa e tende i nostri confini morali ed etici.

A chi appartenesse la mano originariamente, è uno dri segreti che Viskum custodisce accuratamente.

MORTEN VISKUM

L'artista Morten Viskum è nato a Helsingfors nel 1965. Vive e lavora a 
Vestfossen in Norvegia.
Nel 1993 ha abbandonato i suoi studi di Medicina Veterinaria al sesto anno quando è stato accettato all' Accademia Reale di Belle Arti di Oslo.
Nel 1995 è stato per la prima volta protagonista delle prime pagine dei giornali nazionali realizzando il suo progetto "ratto / oliva”.
Per due giorni ha scambiato vasetti di olive con vasetti di ratti neonati e 
 sugli scaffali di 20 diversi supermercati in cinque grandi 
città. Sono state subito formulate ipotesi di sabotaggio, e la storia è stata la notizia di prima 
per diversi giorni. Il giovane artista è stato querelato da parte 
del gigante industriale internazionale S & W, che aveva prodotto e distribuito i vasetti di olive. 
Questo ha collocato fermamente Morten Viskum sulla scena artistica contemporanea. E 
da allora è stato considerato come uno degli artisti più provocatori e contemporanei di Norvegia. 
Dopo aver terminato la sua istruzione nel 1997, l'arte di Viskum è stata rappresentata in 
diverse mostre nazionali ed internazionali. L'artista si esprime 
attraverso installazioni, performance, fotografia e pittura.
La sua notorietà è cresciuta a livello nazionale e internazionale quando ha fondato
Vestfossen Kunslaboratorium (Art. Vestfossen laboratorio), un luogo d'arte che è diventato 
una delle scene più significative per l'arte contemporanea internazionale, in 
Norvegia.
Viskum è stato di nuovo in prima pagina sulla stampa nazionale norvegese quando 
ha usato come pennello una mano che era stata rimossa da un corpo per creare il gruppo di opere denominata "La mano che non ha mai smesso di dipingere".
Il mezzo espressivo spesso è forte, aderente alla definizione di sensazione mediatica.
Ma il teatro di Viskum rivela anche un significato più profondo.
L'arte di Morten Viskum spesso si trova al confine tra vita e morte, etica e non etica, 
estetica e non estetica, la scienza e l'intrattenimento.

UFFICIO STAMPA Eleonora Tarantino
Press & Media
pressmedia@coolmag.it

Inaugurazione 5 giugno 2009 ore 19

Galleria Perela'
Castello 3459 (Salizada dei Greci) - Venezia
orari: da martedì a sabato, dalle 10 alle 18
ingresso libero

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