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30/10/2009

Italian Open

Annet Gelink Gallery, Amsterdam

La mostra parte dal presupposto che la definizione 'arte italiana' sia allo stesso tempo obsoleta e fondante per descrivere cio' che succede nel nostro territorio. Tutti gli artisti presenti vivono il conflitto fra l'auto-rappresentazione in quanto italiani e il desiderio di un'espressione internazionale che esuli dall'idea di confine. Ideologia, abilita', tecnologia e nostalgia si incontrano nei lavori dei 10 artisti qui riuniti. A cura del collettivo Art At Work.


comunicato stampa

Micol Assaël, Elisabetta Benassi, Flavio Favelli, Lara Favaretto, Christian Frosi, Giuseppe Gabellone, Piero Golia, Diego Perrone, Giuseppe Pietroniro, Arcangelo Sassolino.
The Bakery:
Alek O., Giorgio Andreotta Calò, Emanuele Becheri, Rossella Biscotti, Elia Cantori, Gianluca e Massimiliano De Serio, Patrizio Di Massimo, Stefania Galegati, Invernomuto, Armin Linke & Amedeo Martegani, Matteo Rubbi, Santo Tolone, Luca Trevisani, Mauro Vignando.

a cura di Art At Work

Italian Open intende fare il punto su una situazione difforme e articolata per creare un contesto che rifletta la complessa realtà italiana. Gli artisti riuniti hanno esperienze e carriere diverse alle spalle; alcuni sono già apparsi sulla scena internazionale, altri sono ancora alle prime armi.

Evocando l'idea di una competizione aperta, di uno scambio costante, Italian Open si presta a molteplici letture. Questa mostra di 10 artisti italiani delle ultime due generazioni non intende celebrare l'Italia come meta di consumo culturale, ma come laboratorio di nuovi esperimenti visivi. Un'urgenza che risponde al vizio antico di isolare ogni processo creativo nello spazio della classicità.

L'arte Italiana vive di successivi rinnovamenti e il pericolo è quello di non capire che esistono nuovi attori sul palcoscenico, soggetti che devono essere messi in condizione di contribuire alla costruzione di nuovi linguaggi. Questa opportunità permette una trasformazione fondamentale del soggetto «italiano» in soggetto «internazionale», capace di contribuire non solo al cambiamento della propria espressività, ma anche di essere parte attiva di una dialettica globale. Ideologia, abilità, tecnologia e nostalgia si incontrano nei lavori in mostra e raccontano il pianeta Italia.
Italian Open intende mostrare questo fenomeno di intrecci non ancora ben tessuti, di anomalie rimaste troppo conformi e di contaminazioni le cui origini sono tuttora troppo evidenti, dove la mescolanza non si è compiuta del tutto. L'artista italiano sembra essere rimasto fedele ad un modello di umanesimo che ha privilegiato l'individuo rispetto alla collettività, alla folla etnica.

L'artista italiano è un eterno giocatore brechtiano, che per salvare la sua libertà interiore rinuncia a far parte di qualsiasi gruppo. La complessità forse è la nostra unica ricchezza, in contrasto ad una tradizione con la quale rimane difficile confrontarsi.
Italian Open è quindi la metafora di un torneo, di una partita aperta. Non si tratta di stabilire quanti arriveranno alla fine del "gioco", tuttavia è lo scontro-incontro a diventare l'obiettivo di questa generazione. Italian Open parte dal presupposto che la definizione «arte italiana» sia allo stesso tempo obsoleta e fondante per descrivere ciò che succede nel territorio italiano, partendo dalla condizione diversificata e complessa dei suoi giovani talenti. Tutti gli artisti di Italian Open vivono il conflitto fra l'auto-rappresentazione in quanto italiani e il desiderio di un'espressione internazionale che esuli dall'idea di confine.
Analizzata attentamente, la loro produzione mostra affinità e dialogo con quella internazionale, ma soprattutto evidenzia un individualismo poetico-formale e un eclettismo unici al panorama nazionale.

Art At Work è un collettivo che sviluppa e produce progetti d'arte contemporanea attraverso relazioni e sinergie con figure attive a vari livelli nel sistema dell'arte. AAW non ha una sede espositiva fissa quindi ogni progetto è pensato, prodotto e realizzato in un luogo specifico dando vita a situazioni mutevoli ed eclettiche. Attraverso un costante dialogo con gli artisti AAW si prefigge di creare una piattaforma innovativa che permetta la realizzazione di opere fuori dell'ordinario nei diversi media. Grazie alla flessibilità della struttura e alle diverse competenze del gruppo, AAW si prefigge di lavorare sia con istituzioni pubbliche che private, sia con collezionisti che società ed aziende per poter diffondere e promuovere in maniera più efficace ed innovativa i propri progetti all'interno del sistema dell'arte contemporanea.
Art at Work è un progetto di Ilaria Bonacossa, Paola Clerico, Luca Conzato, Ilaria Gianni, Riccardo Ronchi e Francesco Stocchi.
http://www.artatwork.it

Opening: 31 ottobre 2009 – ore 18.00

Laurierstraat 187-189
NL-1016 PL Amsterdam The Netherlands
dal martedì al venerdì 10.00 – 18.00
sabato 13.00 – 18.00

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Alicia Framis
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