Galleria Raffaella De Chirico (vecchia sede)
Torino
via Vanchiglia, 11/A
011 19503550 FAX 011 19502765
WEB
Tilde Giani Gallino
dal 23/11/2011 al 14/1/2012
mar-sab 10-12.30 e 15,30-19,30

Segnalato da

Raffaella De Chirico Galleria d'Arte



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Tilde Giani Gallino



 
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23/11/2011

Tilde Giani Gallino

Galleria Raffaella De Chirico (vecchia sede), Torino

Il titolo della mostra - Il lato psicologico della fotografia - vuole essere un omaggio a Nadar, forse il primo ad associare i termini psicologia e fotografia che, insieme, costituiscono oggi gli interessi prevalenti dell'artista.


comunicato stampa

Raffaella De Chirico è lieta di annunciare l’ultima mostra in calendario del 2011, nuovamente fotografia ma in “ottica” psicologica, con una personale di Tilde Giani Gallino, Professore Ordinario di Psicologia dello Sviluppo all’Università di Torino e membro della World Photography Collection – Londra Il titolo della mostra:“Il lato psicologico della fotografia” riprende una frase di Nadar (1857) e vuole essere un omaggio al grande fotografo, forse il primo ad associare i due termini: psicologia e fotografia che, insieme, costituiscono oggi gli interessi prevalenti di Tilde Giani Gallino, trattandosi secondo l’artista di due forme di conoscenza non così estranee fra loro, anche se l’una è più collegata alla scienza e l’altra all’arte.

La distanza tra psicologia e fotografia può se mai risiedere nelle procedure della ricerca, e nei modelli usati per approfondire l’oggettiva complessità dell’ambiente esterno. Per la personale l’artista ha compiuto una rigorosa selezione di una trentina di opere fra le più recenti. Nel Catalogo saranno presentati cinque differenti dossier fotografici, ognuno accompagnato da un testo scritto dalla stessa Giani Gallino. I testi e i titoli delle foto offrono inoltre qualche ragguaglio sul luogo dello scatto e sulla sua esecuzione. Il primo dossier riguarda, e non poteva essere diversamente, Torino, la città in cui è nata ed ha compiuto i suoi studi. Si intitola ”Torino metafisica e auto da museo”. Titolo che caratterizza bene due peculiarità della città stessa. Per le foto di questo primo dossier Giani Gallino è ricorsa alla elaborazione grafica digitale, accostando alcune delle auto presentate al Museo ai quadri di alcuni fra i suoi pittori preferiti. Un secondo dossier ha come titolo: “Vetrine riflessive e realismo magico”, per le quali si è valsa della prodigiosa capacità della macchina fotografica di rappresentare tutta la realtà, compresi i dettagli che possono sfuggire all’occhio umano. La possibilità offerta dall’obiettivo di memorizzare “il vero più vero del vero”, ha dunque consentito alla fotografa di raffigurare la sfera del surreale poiché nella stessa vetrina e insieme ai manichini, sono riflessi i passanti, talvolta poco definiti, ma ben visibili, assieme allo scenario urbano.

Quasi il revival di un salto dentro lo specchio, sulle orme di Alice che vaga in un mondo magico guidata dalla voce narrante di Lewis Carroll. Il terzo dossier affronta il tema delle: “Istantanee. Un clic spazio-temporale-emotivo” e racconta di come tutto si svolga in un solo istante: quello in cui l’occhio fotografico adocchia il soggetto e le mani afferrano l’apparecchio per mettere a fuoco l’obiettivo in un rapido clic. Poi al fotografo non resta che il momento emotivo, l’indagine ansiosa sul display per controllare se il soggetto, “il soggetto di quell’istante” è stato davvero immortalato, o è scomparso per sempre. Nel quarto dossier “Psicofoto in bianco e nero” Giani Gallino affronta un classico della fotografia (bianco vs/nero), caratterizzato dalla somma di tutti i colori e dalla scelta del non-colore, e quindi dalla contrapposizione dei volumi, delle forme, del contrasto, del gioco tra luce e oscurità. Ad ogni estremità curvilinea o rettilinea di una configurazione in nero c'è un limen invalicabile, un confine costituito dal frapporsi del bianco, mentre questo trova a sua volta il proprio limen nel nero. Un contrasto o un dialogo fra i due? E se la fascinazione del B/N fosse dovuta ad un intervento della psiche che forse neppure percepiamo? Il quinto dossier si intitola: “Ombre lunghe in rue Joubert” e ci porta nel mondo dell’Ombra. Il titolo è volutamente un poco enigmatico come del resto un poco enigmatica è l’ombra stessa, che ritroviamo in tanti aspetti della cultura, ed anche nella psicologia del profondo, visto che di lei si sono occupati sia Freud che Jung. Gli scatti presentati sono il risultato di una ricerca personale meditata a lungo. La fotografia deve essere supportata dal pensiero, tanto che per ogni scatto si potrebbe parlare di “pensiero visivo” o “pensiero fotografico”. La fotografia appare infatti come una “via regia” per comunicare con gli altri. Presso la Raffaella De Chirico Arte Contemporanea , l’artista terrà due conferenze su tematiche relative alla Fotografia e alla Psicologia nelle settimane successive all’inaugurazione, la prima martedì 13 dicembre e la seconda giovedì 12 gennaio, alle ore 19.00.

Inaugurazione 24 novembre ore 18

Raffaella De Chirico Galleria d’Arte
Via Vanchiglia, 11/A Torino
Orario: martedì a sabato 10.00-12.30 / 15.30 -19.30. Chiuso lunedì. Domenica su appuntamento
Ingresso libero

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