Goethe-Institut Rom
Roma
via Savoia, 15
06 8440051 FAX 06 8411628
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Heiner Muller
dal 27/1/2004 al 19/3/2004
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27/1/2004

Heiner Muller

Goethe-Institut Rom, Roma

Doppio omaggio con un concerto del pianista Schleiermacher e una mostra delle opere di Jannis Kounellis e Magdalena Jetelova'. Due eventi in omaggio a Heiner Muller, uno dei piu' grandi drammaturghi tedeschi, organizzati dal Goethe-Institut Rom. Il 28 gennaio all'auditorium del Goethe-Institut Rom di scena il pianista e compositore Steffen Schleiermacher, prima esecuzione italiana assoluta. Il secondo appuntamento organizzato dal Goethe-Institut Rom si inaugurerà il 17 febbraio 2004, presso lo spazio espositivo 'Opera Paese' in via di Pietralata 157 e durera' fino al 19 marzo.


comunicato stampa

Doppio omaggio all'arte di Heiner Müller

Il Goethe-Institut Rom presenta a Roma un concerto del pianista Schleiermacher e una mostra delle opere di Jannis Kounellis e Magdalena Jetelová

Due eventi in omaggio a Heiner Müller, uno dei più grandi drammaturghi tedeschi (1929-1995), organizzati a Roma dal Goethe-Institut Rom il 28 gennaio e il 17 febbraio 2004.

Il 28 gennaio alle ore 20.30, all'auditorium del Goethe-Institut Rom (Via Savoia, 15), di scena il pianista e compositore Steffen Schleiermacher in un omaggio a Heiner Müller, prima esecuzione italiana assoluta. Nato nel 1960 a Halle (Germania), dopo aver studiato pianoforte, composizione e direzione d'orchestra al Conservatorio di Lipsia, Schleiermacher nel 1989 ha fondato l'Ensemble Avantgarde, con il quale si è esibito in concerti e tournée in molti Paesi europei, americani e dell'Estremo Oriente. Numerose le incisioni di CD, soprattuto da solista dove ripropone, tra gli altri, i lavori del genio della contemporanea, John Cage, di Philip Glass, Erik Satie, Stockhausen e Luciano Berio.

Questo il programma: 3 Klavierstücke, approccio a Heiner Müller e Klavier& Klaviere dello stesso Schleiermacher, Textmusik, ispirato a un testo di Hölderlin di Klarenz Barlow, Three Irish Legends, ispirate a racconti di John Varian di Henry Cowell e Abendphantasie, ispirato a un testo di Hölderlin di Siegfried Thiele.

L'ingresso è gratuito. Per informazioni chiamare 06 844005-1

STEFFEN SCHLEIERMACHER
Steffen Schleiermacher, nato a Halle nel 1960, studia piano (con Gerhard Erber), composizione (con Siegfried Thiele e Friedrich Schenker), e conduzione (con Günter Blumhagen) alla Felix Mendelssohn Bartholdy Academy of Music di Leipzig negli anni 1980-85.

E' assistente in composizione, guida all'ascolto, e in "new music" a Leipzig fino al 1988 e allievo di composizione con Friedrich Goldmann all' Academy of Arts a Berlino negli anni 1986/87 e alla Cologne Academy of Music con Aloys Kontarsky (piano) nel 1989/90. Schleiermacher è stato un compositore e pianista freelance dal 1988. Come pianista si focalizza esclusivamente sulla musica del XX secolo. Si esibisce come solista con la Gewandhaus Orchestra di Leipzig, con la Munich Philharmonic Orchestra, con la German Symphony Orchestra di Berlino, con la Berlin Radio Symphony Orchestra, con la direzione di Vladimir Ashkenazy, Friedrich Goldmann, Ingo Metzmacher, Jörg-Peter Weigle, Wladimir Siwa, Vladimir Fedosejev, and Fabio Luisi.

Negli anni 1984-88 dirige il Gruppe Junge Musik presso la Leipzig Academy, e nel 1989 fonda l'Ensemble Avantgarde. Presenta la serie "Musica Nova" presso la Leipzig Gewandhaus e conduce il January Festival presso il Museum of the Plastic Arts di Leipzig dal 1991.

Schleiermacher riceve numerosi premi e riconoscimenti come : Gaudeamus Competition (1985), Kranichstein Music Prize (1986), Hanns Eisler Prize della East German Radio per il suo Concerto for Viola and Chamber Ensemble (1989), Christian & Stefan Kaske Foundation Prize, Monaco (1991), Mendelssohn Fellowship dal Ministro della Cultura della DDR (1988), German Music Council Fellowship (1989/90), Fellowship of the Kulturfond Foundation (1992-94, 1997), Fellowship of the German Academy a Villa Massimo a Roma (1992), Japan Foundation Fellowship (1997) per i suoi numerosi studi in Giappone, e Fellowship della Cité des Arts a Parigi.

28 gennaio ore 20.30

Nell'immagine Steffen Schleiermacher

Auditorium del Goethe-Institut
Via Savoia, 15 - Roma
Per informazioni: tel 06 844005-1
ingresso gratuito

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Il secondo appuntamento organizzato dal Goethe-Institut Rom si inaugurerà il 17 febbraio 2004 alle ore 19, presso lo spazio espositivo "Opera Paese" in via di Pietralata 157 e durerà fino al 19 marzo.

Si tratta di un omaggio a Heiner Müller realizzato da Magdalena Jetelová e Jannis Kounellis, due protagonisti d'eccellenza del panorama artistico internazionale. I due artisti realizzeranno una Mostra sul Filottete di Heiner Müller dal titolo "Il buco della rete".

Müller, che ha sempre intrattenuto con l'arte figurativa un rapporto di solida e condivisibile interazione, negli anni '60 ha iniziato a rileggere la figura sofoclea di Filottete alla luce della realtà del '900, coniugando il tema dell'emarginazione e della solitudine del "diverso" con la condanna senza attenuanti di tutte le guerre, che abbrutiscono gli uomini e soffocano in loro anche la più flebile parvenza di dignità e di decenza.

Su queste implicazioni drammaticamente attuali dell'opera di Müller, intrattengono un dialogo ideale Magdalena Jetelová e Jannis Kounellis. Colleghi per molti anni all'Accademia d'Arte di Düsseldorf, entrambi hanno avuto modo di confrontarsi in diverse occasioni con i testi di Heiner Müller.

Le opere in mostra saranno assolutamente inedite e concepite e realizzate in situ appositamente per questo evento, curato da Maurizio Marrone e ideato da Klaudia Ruschkowski e Wolfgang Storch, in collaborazione con il Goethe-Institut Rom e la Kunststiftung Nrw.

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BIOGRAFIE

JANNIS KOUNELLIS
Nasce ad Atene nel 1936. Si stabilì a Roma dal 1956, dove studiò all'Accademia di belle arti; emerse agli inizi degli anni Sessanta con opere di vaga ispirazione "pop", consistenti preferibilmente in punteggiati e frecce direzionali. A partire dal 1967 divenne una delle personalità di punta del cosiddetto "informale freddo", pur confermando la predilezione per la gamma cromatica dei bianchi e dei neri, colori "naturali" che mediano il suo ulteriore passaggio all'arte povera. Dopo alcuni interventi in cui l'artista ricorre ad animali in carne e ossa o si presenta egli stesso come protagonista di situazioni sconcertanti, si manifesta nei suoi lavori l'attrazione dell'antico alla quale sono riconducibili le maschere tragiche, di un bianco abbacinante, che compaiono di frequente nelle opere degli anni Settanta. In seguito l'artista è sembrato ricollegarsi a Sironi di cui nell'Hotel Louisiane (1979) ricalca la tipologia delle periferie urbane, sia pure imprimendovi una nuova, enigmatica solennità mediante una serie di riquadri nero-fumo che corrono lungo il perimetro del vasto disegno murale. L'artista ha partecipato alle principali manifestazioni di arte povera; citiamo quelle di Amalfi (1968), Amsterdam (1969), Kassel (1972), Roma (1973), le Biennali veneziane del 1974, 1976, 1978, 1980, 1988, e ancora Düsseldorf (1976), Amsterdam (1982), Napoli (1986). Ha inoltre esposto in una serie di personali, tra cui quelle del Kunstmuseum di Lucerna e del Museum Boymans-van Beuningen di Rotterdam (1977), allo Städisches Museum Abteiberg di Mönchengladbach (1978), al Museum Folkwang di Essen (1979), al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris (1981), al Musée d'Art Contemporain di Bordeaux (1985), al Museum of Contemporary Art di Chicago (1986), all'Institute of Contemporary Art di Nagoya e al Musée d'Art Contemporain di Montreal (1987), al Castello di Rivoli (1989), allo Stedelijk Museum di Amsterdam (1990), al PAC di Milano (1992), al Belvedere di Praga (1993), a palazzo Fabroni a Bologna (1994), e nel 1996, a Prato.

HEINER MÃœLLER
Drammaturgo tedesco (Eppendorf 1929 - Berlino 1995). Trasferitosi in Germania orientale nel dopoguerra, dopo aver esercitato varie professioni, collaborò con il teatro Gorki di Berlino Est. Drammaturgo molto versatile, iniziò la sua attività con una tematica volta a mettere in luce i problemi del mondo della produzione e del consumo. Successivamente si dedicò ai temi dell'antico, che interpretò rielaborandoli in chiave moderna: in visioni gigantesche e indomite ricercò la prospettiva umana e il contesto storico. Si ricordano i drammi La correzione (1958), La profuga ovvero La vita in campagna (1961), la cui prima rappresentazione causò l'espulsione dell'autore dall'Unione degli scrittori, cui fu riammesso solo nel 1988; La costruzione(1965), duramente criticato dal regime; Eracle 5 (1966), Edipo tiranno (1967), Filottete (1968), Prometeo(1969), La commedia delle donne (1971), Gli Orazi(1972), Macbeth (1972), Cemento (1973), Teatro- Lavoro (1975), La muda (1978), La missione (1980), Quartetto (1981), Riva abbandonata, materiali su Medea, paesaggio con Argonauti (1982).

L'autore dedicò un ciclo alla storia tedesca da Federico II al dopoguerra con le opere: Germania, morte a Berlino (1956-1971), Vita di Gundling Federico di Prussia sonno sogno grido di Lessing (1977), La strada dei panzer (1986-1988), e il postumo Germania 3 (1996), in cui sono comparati nazismo e comunismo. Si ricorda inoltre la disperata reinterpretazione dell'Amleto in Hamletmaschine(1978), esempio dell'angoscioso rapporto dell'autore con la tradizione. Negli ultimi anni Müller si dedicò all'esposizione del suo pensiero politico e teorico nella serie di interviste Tutti gli errori (1986, 1990, 1995); del 1992 è infine la sua autobiografia Guerra senza battaglia. Vita in due dittature. Nel 1998 è uscito il primo volume delle sue opere complete, Le poesie, contenente 120 testi inediti, documento postumo del suo talento poetico. Vincitore dello Heinrich Mann Preis nel 1959 con la moglie Inge (suicida nel 1966), godette di alterne fortune presso la critica ufficiale, continuando però sempre ad operare anche presso il Berliner Ensemble (1970-1976) e alla Volksbühne, e acquistando fama anche fuori dai confini della ex Germania orientale. Nel 1983 si tenne all'Aia, col contributo di compagnie di diversi paesi, lo Heiner Müller Projekt, definitiva consacrazione internazionale del drammaturgo; nel 1985 in patria vinse il Georg Büchner Preis. Dal 1992 diresse il Berliner Ensemble.

Jetelová e Kounellis: omaggio a Heiner Müller
Il buco nella rete - Mostra sul Filottete di Heiner Müller

Dal 17 febbraio al 19 marzo
Spazio espositivo "Opera Paese"
Via di Pietralata 157 - Roma
Orario: lun-ven ore 15.30-19
Per informazioni: tel. 06 4503797

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