Imbiancheria del Vajro
Chieri (TO)
via Imbiancheria, 12
011 9428440 FAX 0119428367
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Trame d'autore
dal 13/5/2004 al 4/7/2004
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approfondimenti

Silvana Nota



 
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13/5/2004

Trame d'autore

Imbiancheria del Vajro, Chieri (TO)

La 4' edizione della Biennale di Fiber Art vuole portare all'attenzione del pubblico, attraverso l'opera di artisti internazionali, la prestigiosa e antica tradizione tessile chierese. La rassegna propone oltre settanta artists weavers, provenienti da tutti i continenti (Africa, America, Asia, Europa, Oceania), le cui opere sono state selezionate da una Giuria di esperti su una rosa di 150 partecipanti.


comunicato stampa

4^ BIENNALE INTERNAZIONALE DI FIBER ART


a cura di Silvana Nota

Imbiancheria del Vajro (via Imbiancheria 12 - Chieri)
14 maggio – 4 luglio 2004
Anteprima giornalisti:
venerdì 14 maggio 2004 dalle ore 10,30 alle 12,30
Inaugurazione: venerdì 14 maggio 2004 ore 21,00

Promossa e organizzata dalla Città di Chieri, con il contributo della Regione Piemonte e il patrocinio della Provincia di Torino, la 4^ edizione della Biennale di Fiber Art “Trame d’autore”, vuole portare all’attenzione del pubblico, attraverso l’opera di artisti internazionali, la prestigiosa e antica tradizione tessile chierese.

La rassegna propone oltre settanta artists weavers, provenienti da tutti i continenti (Africa, America, Asia, Europa, Oceania), le cui opere sono state selezionate da una Giuria di esperti su una rosa di 150 partecipanti.
Le opere saranno esposte presso l'Imbiancheria del Vajro, edificio industriale con ciminiera recentemente restaurato e rifunzionalizzato come sede espositiva.

La mostra propone un ampio panorama delle diverse espressioni della Fiber Art: arazzi, sculture, oggetti tessili, installazioni e arte da indossare, realizzati con o senza telaio, sia con materiali tradizionali (lana, seta, canapa, ecc.) che con materiali inusuali (ferro, carta, plastica, vegetali, ecc.).
La Fiber Art raccoglie infatti le ricerche e le sperimentazioni di artisti, il cui strumento espressivo è la fibra; nasce ai primi del Novecento con le avanguardie storiche, quando gli artisti si ribellavano alla tavolozza e allo scalpello per sperimentare nuovi materiali. Ma sarà con la post avanguardia, dopo gli Anni Sessanta, soprattutto nel Nord Europa e negli Stati Uniti, che la Fiber Art troverà un suo particolare sviluppo originando percorsi di tendenza nei quali tecnica e contenuto dialogheranno in simbiosi.
L’edizione 2004 si arricchisce di un nuovo strumento di comunicazione, realizzato da un’idea dell’artista svizzera Antonietta Airoldi: una guida ai fiber artists che sono stati selezionati dalle Giurie delle diverse Biennali per l’esposizione. Una mappa internazionale, corredata da nomi ed indirizzi di atelier, raggruppati per nazionalità degli artisti, disponibile sul sito:
www.comune.chieri.to.it/contenuti/cultura_turismo/biennale.htm.

La mostra sarà ospitata nel prestigioso Textilmuseum di San Gallo in Svizzera che ha chiesto di poterla esporre nella propria sede durante l’estate del 2005.

La Biennale sarà accompagnata da un catalogo bilingue (in italiano e inglese), curato da Silvana Nota e pubblicato dalla casa editrice Celid di Torino.

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Fiber Art. Un filo che corre nel mondo
Silvana Nota

Un filo corre nel mondo e traccia impensabili percorsi, crea incontri, stimola conoscenze, provoca emozioni. È quello della Fiber Art, che porta alla Biennale di Chieri i linguaggi liberi di artisti i cui codici di comunicazione hanno abbattuto confini e infranto schemi prefigurati.
Allo spirito ribelle e alla voglia di nuovo – costanti caratteristiche nelle più autentiche personalità artistiche di ogni tempo – gli artist weavers aggiungono infatti l’urgenza dell’esplorazione di tecniche legate al passato come al presente, curiosità per culture “altre”, diverse dal proprio paese di nascita o di residenza, nonché un desiderio di ricerca in continuo divenire.
L’arte della fibra, dalla sua prima germinazione nel contesto perfetto delle dissacranti avanguardie alla nascita storica degli anni sessanta, fino ai più recenti sviluppi postmoderni e oltre, benché ancor poco nota nelle sue precipue peculiarità, è giunta oggi a risultati che la vedono collocarsi tout court tra i più originali e colti percorsi dell’arte contemporanea.
Il magico filo, come cordone ombelicale che lega l’uomo primitivo a quello odierno, appare per l’artista tessile come un trasmettitore di sapere antico, e al contempo, magnetico catalizzatore di processi innovativi, strumento duttile e straordinario per sperimentazioni sempre più ardite. Dall’intreccio come necessità primaria del mondo arcaico alla metamorfosi della libertà creativa attuale, il coro dei fili manipolati, tessuti, rielaborati con o senza l’ausilio del telaio dai protagonisti di una nouvelle tapisserie che guarda al futuro giocando ogni carta della saggezza antica, diviene così conduttore di suggestioni e rimandi storici ed etnici. Una sorta di antologia multicolore e polimaterica con cui elaborare estetiche e poetiche, percorrendo strade ogni volta uguali, ogni volta alternative.
Uguali, se pensiamo al comune denominatore che lega gli artisti tessili impegnati a utilizzare come unico strumento espressivo materiali flessibili, adatti sia alla tessitura con il telaio sia agli intrecci ottenuti con lavorazioni manuali e interventi personali. Diversi, in quanto le sempre più sentite tendenze di “sconfino” da qualsiasi regola o canone imposto, portano gli autori ad esprimersi con materiali più insoliti o addirittura incompatibili tra loro, coniugati a sorpresa da “ricette” individuali ottenute in anni di studio, di prove, di insistente indagine su versanti che abbracciano forma, contenuto, tecnicismo e tutto ciò che le scoperte più all’avanguardia offrono.
Opere dunque di straordinaria originalità che nel complesso, come titolava Silvia Heyden nel suo saggio critico pubblicato nel catolago che accompagnava la seconda edizione di Trame d’Autore, ci fanno pensare a un concetto di “unità nella diversità”.
Ed è proprio questo criterio di “unità nella diversità” che guida le scelte operate all’interno della Biennale, voluta dalla Città di Chieri come evento capace di raccontare e diffondere il lavoro di artisti che abbiano scelto come strumento linguistico la “tessilità”, sia essa rappresentata da stoffe, lane, materiali di tradizione o assolutamente inusuali. Autori impegnati nella realizzazione di opere nelle quali essi abbiano svolto il ruolo sia di ideatore sia di esecutore al tempo stesso. L’accento infatti si pone non già sui risultati che un pittore o uno scultore potrà ottenere in collaborazione con manifatture o aziende tessili, bensì sulle produzioni uniche, ottenute con l’impiego del prodotto tessuto o tessibile e tutto ciò che intorno ad esso ruota: dalle lavorazioni più sperimentali alle tinture, fino alle manipolazioni, agli assemblaggi, alle detessiture, alle bruciature o alle chance di un ritrovato cucito manuale o a macchina, in totale apertura alle soluzioni più inaspettate. Ciò che infine interessa è la rivelazione di vie d’arte praticabili con lo strumento del medium tessile, senza limitazioni interpretative e contenutistiche.
Ecco allora darsi convegno, tra le sale dell’Imbiancheria del Vajro, sede della Biennale, affascinanti “maestri dei fili”, svincolati nella loro creatività da sudditanze artigianali, e disinvolti nel muoversi in spazi mentali aperti, in libero volo nel cielo lirico del puro atto creativo.
Dall’Africa all’Asia, dagli Stati Uniti all’Australia fino alla vecchia Europa, ciascuno di loro ci arricchisce con il proprio contributo che racconta, anche senza descriverla, la sua terra e le tradizioni che si tramandano, le sue esperienze personali e il cammino condotto in sintonia tra intelletto, mani e cuore.
L’alfabeto usato è la pluralità linguistica appresa sotto la spinta di un nomadismo culturale particolarmente spiccato tra i fiber artists, curiosi di far proprie le esperienze condivisibili in successive contaminazioni artistiche e culturali. Un dato, quest’ultimo, distintivo di questi artisti, la cui vocazione cosmopolita è riscontrabile all’esame non soltanto dei curricula ma da un’analisi dell’opera, spesso confluenza di più tecniche apprese da popoli diversi. Tradizioni, poi remixate e tradotte con una scrittura in grado di parlare a chiunque attraverso le suggestioni emanate dai materiali impiegati, dai colori, dai gesti manuali, dalle seduzioni evocate con l’ausilio di elaborazioni complesse eppure immediate, provocanti nell’impatto e nel coinvolgimento dialettico, sia esso piacevole oppure no.
La bellezza, la forza, l’intelletto, la proposizione culturale, si mescolano nobilitando ogni opera, frutto di lunghe esperienze in molti campi e luoghi della terra. Le tecniche di tessitura india e maya, quelle africane a strisce, le tinture a riserva tra le quali quella giapponese dello shibori e la sua capacità tridimensionale, quindi il recupero della lavorazione del feltro, della modisteria, del macramè, del ricamo, del classico gobelin e del quilting, accanto alla tela “bandera” e alle passamanerie di tradizione chierese, trovano inedite declinazioni, perdono pattern obbligati e dettami rigidi per dialogare con l’uso di elementi e materiali apparentemente antitetici e inconciliabili. Arrivano le colle a caldo, molto di tendenza in questi ultimi anni, il vetro termofuso, il pluri ball, il filo spinato, i fogli di acetato trasparente, la fotografia manipolata, il plexiglas, gli interventi con il telaio digitale e gli elementi vegetali che spaziano dai rami alle cortecce, annodati, tessuti, assemblati per farne arazzi, sculture, installazioni e abiti-oggetto, questi ultimi sempre più scelti dai maestri e dai giovanissimi artisti che ne fanno architetture del corpo.
Armonie abilmente catturate da assonanze e dissonanze, ritmo e leggerezza, tridimensionalità e invenzione, pathos e messaggi sociali, tecnicismo e sperimentazione ad oltranza, si susseguono in questa quarta edizione di Trame d’Autore, che si presenta come un’intrigante punto di osservazione sullo scenario internazionale della Fiber Art: espressione che si riconferma territorio capace di cogliere l’eredità del patrimonio secolare per salvaguardarne i tratti, alla luce di un cambiamento che rinnova senza stravolgere e trasmuta, con ingredienti raccolti da conoscenze raggiunte nel tempo in cui viviamo. In sintesi, un nuovo ricco bagaglio da fruire oggi e, ancora una volta, tramandare domani.


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Dialoghi sperimentali.
L’industria chierese incontra l’artista

Spazio Arte Vergnano
Via Vittorio Emanuele II, 32 Chieri

Inaugurazione: sabato 15 maggio ore 11,00
Durata: 16 maggio – 4 luglio 2004
Orario di apertura: da mercoledì a venerdì 17,30 – 19,30
sabato: 16,00 – 20,00
ingresso libero


Progetto Didattico

Palazzo Opesso
Via San Giorgio, 3 - Chieri

Inaugurazione: sabato 15 maggio ore 16,00
Durata: 16 maggio – 4 luglio 2004
Orario di apertura: venerdì e sabato ore 16-19
domenica ore 10-13; 16-19
da lunedì e giovedì per gruppi e classi su prenotazione
Ingresso libero


Around the body.
Percorsi dalla Collezione Civica di Fiber Art
e contaminazioni fashion

Show room Bonetto Design Arredamento
Via Andezeno, 59 - Chieri

Inaugurazione: sabato 15 maggio ore 18,00
Durata: 16 maggio – 4 luglio 2004
Orario di apertura: da martedì a sabato
ore 9-12,30 ; 15-19,30
domenica ore 10-13; 16-19
ingresso libero


Il tessile a Chieri. Museo in mostra
Ex-monastero di Santa Chiara – via S. Clara
tutte le domeniche dal 16 maggio al 4 luglio 2004
dalle ore 15.00 alle 18.30
a cura della Fondazione Chierese per il Tessile e per il Museo del Tessile ( www.fondazionetessilchieri.com)
e dell’Associazione Carreum Potentia
ingresso libero


CITTÀ DI CHIERI

Ufficio Stampa:
Studio Explan
Via Bezzecca 16
10131 Torino
tel +390116604284
fax +390116603973

Segreteria organizzativa:
Sheila Gibalerio

Informazioni:
Biblioteca Civica
“Nicolò e Paola Francone”
Ufficio Attività Culturali
tel +39011-9424675;
fax +39011-9424818


Imbiancheria del Vajro,
via Imbiancheria, 12 Chieri

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