Un progetto di Dafni & Papadatos. Invitati da Maria Grazia Tolomeo a presentare i loro lavori più recenti allo spazio Sottozero del Palazzo delle Esposizioni di Roma, i due artisti greci hanno deciso di proporre un progetto creato per l'occasione.
Un progetto di Dafni & Papadatos.
Invitati da Maria Grazia Tolomeo a presentare i loro lavori più
recenti allo spazio Sottozero del Palazzo delle Esposizioni di
Roma, i due artisti greci Alexia Dafni e Georgios Papadatos
hanno deciso di proporre un progetto creato per l'occasione,
"The Master List of Dead Media". Il titolo si riferisce al risultato di
una ricerca via Internet che contiene un lungo elenco degli
strumenti di comunicazione non più utilizzati dall'uomo, che va dai
tamburi delle tribù primitive ai segnali di fumo dei pellirossa, fino
ad invenzioni più recenti cadute presto in disuso. Questa lista, è
stata compilata dai due giovani artisti, che formano da tre anni
una delle coppie sempre più frequenti nel panorama italiano
(come i napoletani Bianco & Valente o i torinesi Botto & Bruno,
tanto per citare i più noti) come una sorta di introduzione -
preambolo all'installazione presentata in mostra.
Una scelta che, sottolineano Dafni & Papadatos, costituisce la
chiave interpretativa del loro lavoro, legato appunto al valore
assolutamente relativo delle tecniche telematiche, come webcam
e i programmi dei PC utilizzati dagli artisti per realizzare le loro
opere video. "Ci interessa mostrare i limiti interpretativi della
telematica - sostengono - che non è interessante come
linguaggio in sé ma deve essere applicata al senso profondo di
ogni opera". Un senso che risiede, a mio modesto avviso, nella
capacità di creare uno stimolante cortocircuito tra immagini e
suoni reali e virtuali, utilizzati da Dafni & Papadatos come tappe
di itinerari animati che compongono una geografia mentale
simile a una "mise en abime", un viaggio esplorativo negli abissi
della percezione, dove il ribaltamento tra lo spazio fisico e lo
schermo di un videogame si confondono, per produrre nello
spettatore un senso di smarrimento quasi ipnotico.
Per questa occasione Dafni & Papadatos propongono infatti al
pubblico un itinerario di videoproiezioni concepito come un'unica
installazione, composta da frammenti tratti da tre lavori
precedenti, modificati e accordati insieme per accordarsi allo
spazio fisico, metaforicamente trasformato nello schermo di un
gigantesco videogame. Così nell'oscurità dell'ambiente di
Sottozero, lo spettatore si trova di fronte al volto di Alexia Dafni
che si trasforma nel personaggio di un cyberspace, protagonista
di "See U C me" (1998), una sorta di "autoritratto on line" che
esplora i confini tra l'identità reale e quella immaginaria che le
persone scelgono per entrare nelle diverse "chatline",
accompagnato da alcune note tratte dalla colonna sonora
dell'"Inquilino del Terzo Piano", celebre film di Roman Polansky. Il
problema della definizione della propria identità ritorna in "Body
Count" (1999), un universo cyber dove si sovrappongono automi
settecenteschi, personaggi virtuali come Kyoko, eroina della
televisione giapponese e oggetti artificiali, come caschi per la
realtà virtuale. Il percorso si conclude con l'opera più recente, il
video "The Untouchable" (2000), proiettato sulla volta della sala,
che mostra lo studio degli artisti trasformato in un claustrofobico
videogame. Qui gli artisti diventano due eroi che viaggiano
all'interno di capsule spaziali, in una continua successione di
immagini ritmata dalle sonorità techno tratte dalla colonna sonora
del videogame autentico, che fa impazzire gli adolescenti di tutto
il mondo e ha ispirato l'opera di Dafni & Papados, attenti
interpreti delle contraddizioni del nostro tempo, dove forma e
contenuto sembrano fondersi in un labirinto apparentemente
ludico e giocoso, dove è sempre più difficile trovare l'uscita.
Ludovico Pratesi
Palazzo delle Esposizioni - via Nazionale 194 - Roma -
tel 064745903