Fondazione RavennAntica
Ravenna
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0544 36136 FAX 0544 242634
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Felix Ravenna
dal 9/3/2007 al 6/10/2007
Tutti i giorni feriali e festivi dalle 10 alle 18.30
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Ufficio Stampa RavennAntica




 
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9/3/2007

Felix Ravenna

Fondazione RavennAntica, Ravenna

La croce, la spada, la vela: l'alto Adriatico nel V e VI secolo. La mostra, organizzata in piu' sezioni, presenta reperti provenienti dalle due sponde dell'Adriatico. Sono esposti oggetti d'arredo, mosaici, ceramiche e un magazzino portuale ricostruito. A cura di Andrea Augenti e Carlo Bertelli.


comunicato stampa

Mostra archeologica

A cura di: Andrea Augenti e Carlo Bertelli

Storie e tesori del V e VI secolo, a testimonianza dell’egemonia ravennate su un vasto territorio che si estendeva dal Veneto al Friuli all’Istria, sono al centro di una grande mostra archeologica allestita da RavennAntica, inaugurata il prossimo 9 marzo e aperta al pubblico fino al 7 ottobre 2007.

Le epoche di passaggio sono controverse e difficili da interpretare. Per esempio, quando si parla del V e VI secolo, la mente corre alla caduta dell’Impero d’Occidente, ad un periodo di crisi e guerre, di devastazioni materiali e ingenti perdite della memoria. Eppure, in quell’epoca non mancarono mirabili squarci di luce. Anzi, proprio il V e il VI furono i secoli d’oro di Ravenna.

Paradossi della storia, ma fino ad un certo punto. Perché lo splendore di Ravenna in epoca tardoantica si deve proprio alla sua posizione geografica, sul mare, e al suo rapporto particolare con l’Oriente e con Bisanzio. Al punto che, per diversi secoli e anticipando Venezia, grazie al suo porto Ravenna fu "capitale" e "regina" sulle due sponde dell’Adriatico. Se dopo la furiosa guerra contro Cartagine, Roma potè parlare di Mare Nostrum a proposito del Mediterraneo, Ravenna avrebbe potuto fare altrettanto in relazione al "suo" Adriatico, a partire dal V secolo.

L’egemonia di Ravenna nell’alto Adriatico è il tema affascinante della mostra "Felix Ravenna", allestita da RavennAntica e dal Comune di Ravenna nel complesso di San Nicolò, curata dal professor Andrea Augenti dell’Università di Bologna e dal grande medievalista Carlo Bertelli.

L’avventura della Felix Ravenna - iscrizione che troviamo in monete dell’epoca oggetto della mostra - comincia nel 402, quando l’imperatore Onorio Flavio, insidiato dai Visigoti, decide di trasferire la corte da Milano alla più defilata e protetta Ravenna. L’Impero è al tramonto. Ravenna invece fiorisce a nuova vita. La città acquista grande importanza politica, cresce in estensione, numero di abitanti e monumenti. Si apre a commerci ed a relazioni culturali di carattere internazionale. Tra gli interlocutori, oltre alla capitale d’Oriente, ci sono l’Africa, il Medio Oriente e, più vicina, l’area dell’alto Adriatico. Qui si trova una serie di città importanti fin dall’età romana, a cominciare da Aquileia, alla quale Ravenna e la satellite Classe ora si sostituiscono come primo scalo commerciale adriatico.

Tra V e VI secolo, e in particolare dopo la conquista bizantina di Ravenna (540), la rete che lega commercialmente e culturalmente i centri urbani nord-adriatici e i territori circostanti è sempre più fitta. Ne danno testimonianza - fra gli altri - Cassiodoro e Agnello. Traccia di questi rapporti si notano in particolare nel campo dell’artigianato storico-artistico, che trova nei mosaici una delle voci fondamentali per l’epoca. Più in generale, la costa alto adriatica diviene una delle aree più rappresentative per la costruzione di nuovi edifici ecclesiastici con le loro decorazioni in scultura e a mosaico. Sembra anzi di assistere, nel VI secolo, ad una sorta di competizione tra le città di questo territorio per la realizzazione di edifici ecclesiastici dalle dimensioni sempre più ampie e dalle ricche e ricercate decorazioni.

La mostra "Felix Ravenna" presenta preziosi reperti che arrivano dalle due sponde dell’Adriatico ed è organizzata in più sezioni, per raccontare questa vicenda da diversi punti di osservazione. L’esposizione prende le mosse dalla sezione dedicata alle città dell’Adriatico, che presentano evidenti legami fra loro: Ravenna, Torcello, Jesolo, Aquileia, Grado, Pola, Parenzo.

Una seconda sezione riguarda oggetti d’arredo di gran pregio, appannaggio delle élites. I tesori provenienti da Classe, Cesena, Rimini, Isola Rizza (Museo di Verona), Castelvint, le gemme provenienti da Aquileia e da Ravenna, le fibule in argento da Zagabria fanno fede della ricchezza materiale di tutta questa zona nel periodo in questione. In particolare, il "tesoretto" rinvenuto a Classe negli scavi del 2005, composto da sette cucchiai ed una coppa in argento, costituisce una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi anni in area ravennate.

Una parte significativa della mostra è dedicata ai mosaici: in particolare, sono esposti nuovi mosaici della basilica di San Severo a Classe e il mosaico proveniente dalla chiesa di San Martino prope litus maris a Cervia, tutti accuratamente restaurati a Ravenna. Inoltre, sono esposti due bellissimi mosaici provenienti da Pola (una scena di Traditio Legis dalla Basilica di Santa Maria Formosa del VI secolo) e Parenzo (una raffigurazione di kantaros a racemi floreali dalla Basilica Eufrasiana).

Una sezione particolarmente interessante è dedicata ai commerci: sono descritte le rotte principali e sono esposte anfore e altre ceramiche provenienti dal porto di Classe, mentre nell’aula di San Nicolò è ricostruito anche un magazzino d’epoca teodericiana per la conservazione delle derrate (anfore per il vino e l’olio), rinvenuto nel porto di Classe negli scavi del 2005. Numerosi reperti illustrano l’artigianato artistico d’ambito ecclesiastico: pissidi, reliquiari, cucchiai per uso liturgico, la bellissima acquasantiera in marmo greco di Torcello e uno straordinario capitello lavorato a cestello dell’antica Basilica di Santa Maria Formosa a Pola.

La società del periodo era infine contraddistinta da un alto tasso di militarizzazione: per illustrare quest’aspetto sono esposti alcuni significativi armamenti ed accessori del vestiario militare, come l’elmo conservato nel Museo di Crecchio, il pugnale del Museo dell’alto Medioevo (Roma) e un corredo funerario del VI secolo custodito a Zagabria.

Insomma, un’epoca di croce e di vela, ma anche di spada, come racconta l’evocativo sottotitolo di "Felix Ravenna", nuovo felice evento espositivo di RavennAntica, tutto da scoprire.

Ufficio Stampa Fondazione RavennAntica
M. Vittoria Venturelli - Raffaella Branzi Maltoni
Tel. 0544 36136
Fax. 0544 242634
press@ravennantica.org
arte@mavico.it

Ufficio Stampa Skira
Mara Vitali Comunicazione - Lucia Crespi
Tel. 02 73950962

Info mostra: http://www.felixravenna.it

Inaugurazione: 9 marzo 2007

Complesso di San Nicolò
Via Rondinelli 6 - Ravenna
Orari: tutti i giorni feriali e festivi dalle ore 10 alle ore 18.30
Biglietti: intero € 3,50/ ridotto € 2,50/ gruppi adulti (min. 15 persone) € 1,50/ scolaresche € 1,00. Visite guidate a pagamento su prenotazione

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