La fine del mondo. fotografie. La mostra presenta circa 50 scatti in bianco e nero realizzati tra il 2005 e il 2007, dove l'artista indaga diversi temi, dal nudo femminile alla natura. Il suo stile affonda le radici nella fotografia classica del 900, da Weston a Brandt, da Man Ray a Outerbridge. A cura di Luca Beatrice.
La fine del mondo
a cura di Luca Beatrice
La fine del mondo è il titolo della personale fotografica di Saverio
Chiappalone, a cura di Luca Beatrice, che si tiene presso la Fondazione
Mudima di Milano dal 5 giugno al 14 luglio 2007.
La mostra presenta circa cinquanta opere di cui la maggior parte tratte dal
volume “La fine del mondo”, pubblicato da Cudemo Editore, che raccoglie
scatti in bianco e nero realizzati tra il 2005 e il 2007, dove l’artista
indaga diversi temi, dal nudo femminile alla natura.
Chiappalone crea una liaison con la rappresentazione classica del nudo, a
partire dallo scandaloso – per l’epoca – dipinto di Gustave Courbet
“L’origine du monde”. Egli richiama esplicitamente il pittore francese
omaggiandolo con uno scatto omonimo che raffigura, in forma fotografica,
l’opera del suo illustre predecessore. Il titolo del volume, “La fine del
mondo”, sembra porre un sigillo ad un percorso iniziato a metà Ottocento.
Lo stile dell’artista affonda le radici nella fotografia classica del ‘900,
da Weston a Brandt, da Man Ray a Outerbridge. Luca Beatrice, nel saggio
introduttivo al volume “La fine del mondo”, ne evidenzia il dato di
partenza, ovvero l’empatia tra chi scatta e ciò che è rappresentato:
“Chiappalone ama le cose che fotografa, le sente sue con trasporto, passione
e intelligenza. Non conosce il distacco, pur utilizzando soltanto il bianco
e nero non ne contempla la freddezza e la distanza. Saverio “difende” i suoi
soggetti, protegge le modelle dallo sguardo voyeuristico di noi spettatori,
indaga la pelle rendendola più morbida di un velluto.”
Saverio Chiappalone nelle sue opere esplora il corpo della donna,
ricercandone la sensualità anche attraverso l’uso del bianco e nero. In
molte opere l’artista si sofferma sui particolari che esaltano la
femminilità. Si tratta di una ricerca fotografica in bianco e nero che
esalta le forme, nei particolari ravvicinati, nella composizione, nei
chiaroscuri, con grande eleganza e senso estetico.
Caratteristica delle sue fotografie è proprio “la rinuncia a sovrapporre
un’espressione facciale ai suoi corpi, e questo è un dato non trascurabile e
veramente originale della sua poetica rispetto alle foto di nudo oggi più
diffuse”.
Dunque, l’artista ligure ci conduce dalla fotografia a una più complessa
sensibilità concettuale: “per lui il nudo è natura e paesaggio, è fiore e
frutta, è sesso e roccia, è sabbia e acqua. Non racconta niente della donna
e ne fa perdere le forme nell’assoluta anonimia degli elementi.”
Alle foto di nudo sono, infatti, affiancate immagini della natura, che
sembrano creare parallelismi con il corpo femminile, come la serie
intitolata purezza o quella di cose che dimentico, in cui le forme delle
rocce richiamano quelle di un corpo.
Tra le opere in mostra saranno esposte stampe tirate dall’autore stesso:
alcune vintage print, ovvero stampe fotografiche - firmate, datate e
numerate - ottenute direttamente da negativo; altre - di dimensioni maggiori
e montate su alluminio – lambda print, caratterizzato dalla totale assenza
di retino, dalla nitidezza, dalla naturalezza e dalla ricchezza dei toni e
delle sfumature.
Sarà esposta anche una serie dal titolo Onde - in stampa lambda, ma in un
formato ancora maggiore - che è il risultato di una ricerca fotografica
iniziata alla fine del 2005 e conclusa con le ultime foto scattate nel
gennaio 2007.
Catalogo: Cudemo Editore
Inaugurazione: Martedì 5 giugno ore 18
Fondazione Mudima
Via Tadino 26 - 20124 Milano
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì 11.00 – 13.00 e 16.00 – 19.30
Ingresso: gratuito