Centre Culturel de la Providence
Nice
Placette de la Providence, 4
0033 0493803412

Trasformare - Arti nelle Albisole
dal 17/9/2007 al 6/10/2007
lun - ven 14 - 19
WEB
Segnalato da

Alessandra Panaro




 
calendario eventi  :: 




17/9/2007

Trasformare - Arti nelle Albisole

Centre Culturel de la Providence, Nice

L'esposizione offre opere in ceramica inedite, create per "Contemporanea" dai protagonisti albissolesi, tutti artisti che hanno contribuito a tracciare la storia artistica e culturale degli ultimi decenni della citta'. Durante l'inaugurazione esibizione estemporanea di writers milanesi.


comunicato stampa

Collettiva

Arte e artigianato varcano il confine francese

Un parola, “Trasformare”, diventa evento e subito icona artistica con il logo creato dall'artista danese Claus Miller. È iniziato a luglio 2006 , il ciclo di arte e cultura, ideato e curato da Alessandra Panaro in collaborazione con Maurizio Cocchi , nonché condivisa e patrocinata dai Comuni di Albisola Superiore e Albissola Marina.
Ora comincia il suo viaggio, con il nuovo apporto del Circolo Arci EspWave, portando la tradizione e l'arte ligure in Costa Azzurra. Dal 18 settembre al 7 ottobre 2007, la mostra collettiva “Contemporanea” del ciclo “Trasformare – arti nelle Albisole” sarà visitabile dalle 14 alle 19 dal lunedì al venerdì, nell'antica cappella sede del Centre Culturel de la Providence di Nizza, trasformata nel 2002 appositamente per accogliere eventi e pubblico. L'associazione nizzarda, sorta nel 1904, vanta più di 4.000 membri ed è nota per i suoi numerosi appuntamenti con la musica, l'arte e la cultura.

Una bella occasione per favorire la visibilità e il dialogo culturale con la Francia, terra a noi vicina geograficamente e per tradizione ceramica e artistica, ringraziando vivamente la collaborazione del Club degli Artisti Franco-Italiano, emanazione culturale della Camera di Commercio Italia Francia di Nizza.
L'inaugurazione, martedì 18 alle ore 18, è arricchita dalla presenza della BagArtFactory, gruppo di writers milanesi, che offriranno al pubblico un'estemporanea di pittura istantanea e spray-art. L'esperimento del gruppo, rappresentato in questa occasione da Gatto, Impossible Alfieri, Berse (Fabio Roncato) e Cruz (Federico Massa), Omer (Federico Unia) verte verso la conoscenza dell'istante, la percezione di stati d'animo ed emozioni dall'ambiente circostante alla performance, tradotte dall'artista in colori e segni dinamici. In poche ore, nel bianco della superficie si formeranno universi mentali improvvisi.
Si coniugano arti e sapori della tradizione ligure, grazie alla partecipazione dell'Associazione “La Strada del Vino e dell'Olio” delle 3 Comunità Montane “Dalle Alpi al Mare”, che presenterà un ricco buffet a base di vini e prodotti tipici.

Dal tessuto culturale albisolese nasce il progetto e da lì arrivano gli artisti insieme alla ceramica e ad altri 9 artisti nazionali ed esteri, che le Albisole hanno ospitato in una serie di personali che sono sfociate in un'unica grande collettiva a maggio 2007.
L'osmosi è il concetto trainante del progetto che racchiude, in un solo linguaggio, pittura, ceramica, musica, artisti, artigiani, musicisti in un'atmosfera conviviale in una terra unica come la costa nord-mediterranea : tra arti e artigianato, lavorare sulla forma con un tocco di magia donata dal mare. Dal latino “transformare” composto dalla preposizione “trans “ al di là e “formare”, da forma aspetto, figura esteriore delle cose, far mutare forma o figura e anche, rispettando l'etimologia originale, conoscere e anche co-nascere, cioè nascere di nuovo, insieme con l'altro, far convivere arti, luoghi, persone. Innovarsi passando dal trasformare, camminare verso il nuovo, innestare idee future nelle radici di un luogo: questo è uno degli obiettivi del progetto.

Gli ospiti si sono cimentati nel lavoro ceramico nei laboratori delle due città, San Giorgio Ceramiche, Studio Ernan Ceramiche, Off Gallery, Ceramiche Soravia e Marco Tortarolo che creano il punto focale di incontro fra arte e artigianato, e di interscambio fra gli autori.
“L'idea è intrinseca al luogo stesso inteso come territorio culla della ceramica da secoli, capace di quella scintilla di intuizione che rese possibile il legame fra artigianato e arte gettando il seme per un’ epoca di fulgore artistico e culturale, scenografia per i grandi maestri del '900 che fecero delle Albisole il mitico crocevia per arti, artisti e appassionati – spiega Alessandra Panaro.
Fuori da logiche e schemi rigorosi, leggerezza, versatilità, originalità, alto valore dei contenuti artistici: questa è la formula alchemica di “Trasformare”, un progetto che possiamo definire multisensoriale, capace di creare impensati spunti per nuove forme e colori e di stimolare nuovi innesti di arte contemporanea nella tradizione ceramica con gli artisti ospiti nelle botteghe artigiane, corredato di installazioni sonore, video-arte ed occasioni conviviali. Una filosofia che inserisce in un unico contesto tutte le energie che danno vita ad un nuovo sistema collettivo.

L'esposizione offre opere inedite, create ad hoc per “Contemporanea” dai protagonisti albissolesi, tutti artisti di valore indiscusso, che hanno ampiamente partecipato a tracciare la storia artistica e culturale degli ultimi decenni della città.

“Trasformare ha avuto il largo consenso del severo pubblico albisolese – spiega Alessandra Panaro- e con l'aggiunta di una piccola magia ha conquistato, ed è questo il passo più importante, gli stessi artisti del territorio, infatti 9 di loro sono entrati a far parte del progetto, ponendosi come partner dei 9 artisti ospiti.
Carlos Carlè con il suo monumentale gres e Sandro Lorenzini con le sculture-installazione sospese, mentre gli “Appunti di viaggio” di Adriano Bocca raccontano storie di lingue lontane agli occhi curiosi dei volti scultorei di Anna M. Matola e all'opera di Giuliana Marchesa, essenziale e rigorosa quanto le misurate “assimetrie” di Enzo L'Acqua. Le arcaiche odalische di Claudio Carrieri osano l'eterno gioco della seduzione con l'uomo “unico” e al tempo stesso “moltitudine” di Sandro Soravia. Ernesto Canepa ci presenta le sue ceramiche d'autore e il tocco giovane di Silvia Calcagno, supportata da Carlos Ferrando, ci sorprende con la “nuova arte” in un video che colpisce e provoca accostando il sacro e il profano.
Accanto a questa grande Albissola dell'immagine, un linguaggio variegato di forme e colori si posa sulle pareti con gli artisti “ospiti” che tirano fuori gli assi dalla manica.

Cominciando da Claus Miller che propone le sue opere maggiori, ovvero le “Impronte”, coerente con la sua precedente mostra legata alla Polinesia. C’è anche Yoko Miura con le sue leggiadre ceramiche dal gusto orientale che si fondono con l'ambiente. La luce arriva con Bruno Sullo che illumina punti di confine con finestre-immagini affacciate sull'utopia. Paola Grillo offre i tanti volti di un'unica passione, forse la stessa passione rivelata dai corpi fluidi del cinese Yiu-Wah Leung in contrapposizione con le forme sofferte, sobrie e ricercate nell'essenzialità di Paolo De Stefani e con le maschere solinghe, immobili, abbandonate e antiche come la storia della Terra degli ineccepibili dipinti di Raffaele Capuana. E poi lo scatto vitale delle “strade” di Pho con le opere già protagoniste a marzo del PAC di Milano, che insieme a Capuana riporta un filo di collegamento tra Albissola e Brera.

Milano ha dato un importante apporto a Trasformare, con l'aiuto di Maurizio Cocchi che ha introdotto Marco Grassi alias Pho, Capuana, la BagArtFactory per dare inizio al ciclo 2007-08 e l'importante collaborazione con il critico e storico d'arte Osvaldo Patani. Allo spazio Santabarbara – ancora da Milano - si deve la presenza di Paolo De Stefani e di Claus Miller, di cui Brera è stata patria artistica in Italia, autore del logo della manifestazione e promotore di Yoko Miura.
Inevitabile, a questo punto, la citazione di Osvaldo Patani, storico di Amedeo Modigliani e noto critico d'arte, che scrive a proposito di “Trasformare”: “Bisogna guardarle da vicino queste opere luminose per riconoscere la loro qualità artistica, scoprire le virtù dei colori speciali che sfidano il tempo della pittura e dove c’è grazia inattesa che cancella i giorni tristi .... mi piace vederli dipingere perché si assaporano meglio le loro opere.” Interessante e innovativa la presenza della VideoArte curata da Giorgio Rinolfi, che ripropone e reinterpreta le opere di tutti gli artisti inventando una nuova unica opera multimediale che verrà proiettata per tutto il periodo della mostra.

COLLABORAZIONE: PAROLE CHIAVE PER LA CRESCITA E L'INNOVAZIONE
Con “Trasformare”, artisti uniti per liberare la creatività

Un lavoro a più mani ha caratterizzato l'evoluzione di Trasformare che ha visto la collaborazione svilupparsi a più livelli: tra gli artisti e con la struttura organizzativa. In primo piano è sicuramente la “partnership” fra gli artisti del territorio e “gli ospiti”, uniti per far nascere insieme nuova arte e nuove idee. Il gruppo più numeroso è formato da Anna M. Matola, che ha messo a disposizione, oltre al suo contributo artistico, il suo laboratorio nonché spazio espositivo, Silvia Calcagno in veste di artista e ceramista con Carlos Ferrando e Yiu-Wah Leung. Hanno lavorato insieme alla creazione di una “multiopera” ceramica partita dal calco del corpo dell'artista cinese, che si accompagna alla scultura della Matola e all'innovativo video della Calcagno e di Ferrando sulla linea del tema comune dell'espressività del corpo e del volto umano.
Sono in lavorazione altre opere che scaturiranno da questa idea della “partnership” lanciata da Trasformare, che vede nella contaminazione e nello scambio culturale una delle sue motivazioni principali e strada facendo si auspica che altri rispondano alla forza di coesione di Trasformare.
Secondo la regola “l'unione fa la forza” alcuni artisti non si sono limitati ad esporre, ma hanno seguito il coordinamento con l'ideatrice Alessandra Panaro in settori specifici dell'evento: a Miller si deve il logo e il progetto grafico, Yiu-Wah Leung ha offerto la sua esperienza di designer per la cura dell'allestimento.
The BAGARTFACTORY e il concetto di OPEN SOURCE

TheBag è principalmente un idea, un modo di vivere l'arte e di produrla.
Concretamente prende forma 4 anni fa in un capannone dismesso in Bovisa da un'idea di un gruppo di studenti dell'Accademia di Brera, che strappano lo spazio alla città e lo riqualificano come laboratorio e spazio espositivo.
TheBag è principalmente il risultato di un esigenza reale.
Gli artisti che si sono susseguiti partecipando e condividendo l'idea di Thebag hanno lasciato con il loro lavoro un impronta determinante nello spazio, un bagaglio esperienziale stratificato che con gli anni è diventato la struttura su cui TheBag si articola e si organizza.
Open Source ha lo scopo principale di analizzare la strada percorsa da TheBag in qualità di organismo operativo, esperimento unico e irriproducibile, e che si concretizza in sintesi in una mostra d'arte.
Articolando la struttura di TheBag sul principio informatico di Open Source si determina un codice strutturale aperto, potenzialmente modificabile all'infinito attraverso la collaborazione ciclica di persone che entrano in "TheBag" con la volontà di condividere mezzi, esperienza e arte, perfezionandone la struttura e alimentando l'energia creativa della fabbrica.

Possiamo definire TheBag un contenitore di persone, differenti teste diversi modi di relazionare che entrano a far parte di questo contesto e ne vengono assorbiti mantenendo il proprio bagaglio artistico culturale ma lasciandosi contaminare e contaminando. Ognuno possiede il proprio patrimonio che qui viene rielaborato, mescolato. Una pulsione espressiva costante.
Open Source dipende dunque da una sorta di visione sintetica che integra tutti gli angoli di differenti visioni parziali in se stessi intelligibili e complementari. Come un rapporto antropologico delle differenti modalità espressive individuali, in un sistema che vive di relazioni e di confronto diretto fra individui. Ogni artista entra in TheBag con il proprio bagaglio espressivo. Qui vive un' esperienza totalizzante. Il risultato porta con sè le tracce di una gestazione condivisa in uno stesso ventre, ma personale, unica.

Si tratta di un esperienza vissuta integralmente: il percorso per raggiungere l'edificio, l'urbanistica che ne definisce l'ambiente circostante, l'edificio che si nutre del potere immaginativo che gli viene dato, di una grammatica interna, anche inconscia ma a volte cosciente che agisce nel "lessico estetico" degli artisti.
Di fatto le opere che vi nascono all'interno non sono inscrivibili nello specifico in un movimento, non sono organizzate in un manifesto o in una corrente artistica ma nascono spontaneamente attraverso l'evoluzione individuale dell'artista stesso con l'edificio e la strada. Non é un caso che il lavoro di questi artisti si sviluppi attraverso una costante rielaborazione del linguaggio della città, sia per quanto riguarda un certo utilizzo della materia, volutamente caotico, sia per un modello di comunicazione, tra le opere degli artisti, di superficie, una sorta di rete di ricerca orizzontale. Open Source trova in questo e nella sintesi dei suoi diversi ordini di esperienza, la sua struttura e la sua ragion d'essere.
The Bag 2007

Inaugurazione: martedì 18 settembre 2007 alle 18
Centre Culturel de la Providence
Placette de la Providence, 4 Nice, Còte d'Azur
Ingresso libero

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