Caffe' Pedrocchi
Padova
via VIII Febbraio, 15
049 8781231
WEB
Dolores Previtali
dal 5/4/2000 al 16/4/2000

Segnalato da

Roberto Spini



 
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5/4/2000

Dolores Previtali

Caffe' Pedrocchi, Padova

La scoperta del visibile Da più di trent'anni, Dolores Previtali lavora seguendo soprattutto il suo istinto e la naturalezza del gesto che fa delle sue opere l'applicazione di un pensiero.


comunicato stampa

La scoperta del visibile
Da più di trent'anni, Dolores Previtali lavora seguendo soprattutto il suo istinto e la naturalezza del gesto che fa delle sue opere l'applicazione di un pensiero. Essa non è né autore di testi, né di riflessioni teoriche poiché il suo talento esclusivamente d'autodidatta la pone libera da qualsiasi vincolo e scrostata da ogni preconcetto o conoscenza ma contemporaneamente legata solo alla materia, alla forza alla naturalezza con la quale riesce ad esprimersi.
Nelle opere esposte al caffè Pedrocchi di Padova emergono e si traducono soluzioni formali, emozioni e passioni, angosce di una giovinezza prima e maturità poi, che sono in parte comunicate e trasferite in tutti i suoi lavori.
Il suo percorso è molto personale e singolare poiché essa concentra i ricordi e le sue immagini nella lettura dell'interiorità e del destino dell'uomo e dall'intreccio di queste due componenti forgia la sua espressività contemporanea. L'unicità delle varie fasi della vita: infanzia, adolescenza, maturità e con esse le relative emozioni sono il ponte che unisce la forza dell'invenzione con la forma; sembra che in queste terrecotte tutto abbia inizio e niente rimanga; vi è quasi un'immersione, un'adesione totale alla materia la qual è impressa e successivamente da essa l'artista, quasi esercitando una lotta corpo a corpo, concretizza il visibile estraendo quel segno forte e incisivo che delimita, la forma depurata e quasi assoluta, necessaria, esistenziale e umana.
Strana singolarità in fin dei conti, poiché la sua individualità risponde ad un'esigenza interiore e nel contempo manuale. Credo infatti che la forza di quest'artista non sia solo tecnica e personale, ma anche umana ciò si manifesta come filo conduttore del suo linguaggio che tenta di esprimersi nella rappresentazione del reale. Il carattere fondamentale di questa ricerca s'impone in un lavoro come momento senza sosta, a lato delle scuole e delle teorie critiche lasciando intravedere una tensione che ha come obiettivo l'assoluto. L'interpretazione del reale è la grande questione contemporanea che è anche pretesto di polemiche, discussioni, contraddizioni da cui artisti e pensatori continuano a dibattere. Oggi l'arte esige che l'immagine sia distrutta in virtù della ricerca della verità, o meglio di ciò che deve apparire visibile, ma questo visibile non è ancora visto, deve raggiungere il cuore che diventa il trait-union della conoscenza. Ma sappiamo anche che il cuore non può restare invisibile senza contraddire ciò che è la sua ragion d'essere. Perciò questi pensieri plastici danno vita all'emozione presentandosi come corpi tesi e scarnificati, quasi strappati, scavati, reduci da una guerra o da un lungo camminare. Essi si abbandonano ma non sono abbandonati perché l'occhio se ne prende cura esplorandoli, cercando il profilo nascosto del loro reclinare secondo la curvatura che li iscrivono nell'ordine del tempo. Dolores Previtali utilizza la mano e il suo istinto per rafforzare ciò che vuole esprimere, marcando i segni dei contorni e riassumendo il passaggio dall'occhio alla mano che impegna tutto il corpo. E' molto difficile raccontare ed esprimere la nascita di una forma, spiegare il perché di questa cosa che fiorisce tra le dita dell'artista, essa può solo sottomettersi seguendo il percorso dello spirito e della passione impressa e trasferita in essa. La linea diventa figura a sua volta la figura è una demarcazione che permette a quest'artista di lavorare per piani a volte avanzando, a volte indietreggiando; assicurando sempre profondità, tensione, realtà senza essere mai mera riproduzione. Dolores Previtali scopre lungo il suo percorso di vita i segreti personali tenuti nascosti e alimentati nelle diverse fasi della maturità così quando modella forme e figure, seppur tagliate e squarciate, tese e doloranti, queste non scivolano mai nell'astrazione pura, ma restano sempre figure del visibile.
Questo pensiero mi ricorda una frase di Valery che diceva: "La maggior parte della gente vede molto più spesso con l'intelletto che con gli occhi", perciò avvicinarsi il più possibile al visibile possiamo intenderlo anche come conoscenza intellettuale che è un modo ingannevole di riconoscere le cose attraverso nomi o concetti. L'obiettivo di Dolores Previtali sta nel condurre le linee a schiudersi e tutto ciò è l'ordine del tragitto che parte dal cuore e corre verso la mano che agisce e impasta la creta, un atto attraverso il quale muove il senso di una figurazione già precedentemente determinata; il risultato è consegnato ad una lettura che la trasformerà attraverso un nuovo riconoscimento.
Al centro di tutto una domanda sul carattere d'identità di un linguaggio a suo modo completo e perciò in cerca di lacerazioni.
Un'espressività forte eppure ancora arcaica, nativa, primaria, percorsa forse da una scrittura evocatrice d'interezza e incisività che sono gli elementi peculiari di ciò che vuol comunicarci questa artista.

Gabriele Cappellato

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