Via Cucchetti
Noventa Padovana (PD)
Via Cucchetti

Castrum
dal 29/11/2001 al 30/11/2001

Segnalato da

Lazzaretto Dario




 
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29/11/2001

Castrum

Via Cucchetti, Noventa Padovana (PD)

L'esigenza di spostare l'attenzione verso spazi meno riconosciuti, meno circoscritti, non protetti dalla pietra delle mura cittadine, ma al contempo intrisi di possibilita' artistiche ha fatto nascere l'idea di questa installazione. Il luogo, in cui il silenzio e la nebbia sono complici, interagisce anche con il tema proposto: la guerra. Un campo verde, tipico della nostra agricoltura, può diventare, infatti, un campo da guerra, un argine, una trincea. Come accade in realta' le care cose di tutti i giorni si trasformano in spazi e presenze estranee e pericolose...


comunicato stampa

L'esigenza di spostare l'attenzione verso spazi meno riconosciuti, meno circoscritti, non protetti dalla pietra delle mura cittadine, ma al contempo intrisi di possibilità artistiche ha fatto nascere l'idea di questa installazione. Il luogo, in cui il silenzio e la nebbia sono complici, interagisce anche con il tema proposto: la guerra. Un campo verde, tipico della nostra agricoltura, può diventare, infatti, un campo da guerra, un argine, una trincea. Come accade in realtà le care cose di tutti i giorni si trasformano in spazi e presenze estranee e pericolose che ci disorientano.

Da queste considerazioni e dalla schiacciante attualità del tema, su cui è inevitabile confrontarsi, Ë nato un gruppo di lavoro formato da quattro giovani artisti (Paul Journey, Silvia Ferri, Nadir Mognato e Dario Peste) che lavorano in discipline diverse e che hanno avuto esperienze espositive comuni e personali.

L'invito è quello di confondersi con il campo, di perdersi e smarrirsi sollecitando le proprie sensazioni e le proprie riflessioni: il disorientamento viene alimentato dall'ignoto, dal buio, dalla nebbia e dalla effetto allusivo delle 4 singole installazioni.

Nadir Mognato propone un'opera caratterizzata dalla ripetizione di oggetti, 3 tavoli quasi identici ma che recheranno ad una più attenta analisi le indicazioni per trovare la strada del ritorno.

Dario Peste ha pensato ad una installazione musicale che diffonderà in tutta l'area una musica creata dal mix tra i canti gregoriani e il muezin afgano.

Paul Journey si ricollega alla tragedia di N.Y. tracciando un percorso ideale tra Kabul e N.Y. City evidenziato da due grandi frecce luminose orientate in maniera esatta e da una grande bussola centrale che segna il Nord. Noi siamo al centro di una guerra senza rendercene conto.

Silvia Ferri, lavorando a ridosso dell'argine, crea stanze di panni stesi che asciugano il sangue all'aria. Entrando nelle stanze una serie ordinata e geometrica di piccole luci verdi tutte uguali ricordano un cimitero di guerra. Una luce sottile e un rumore di una sveglia concludono l'installazione. Ognuno sta dentro delle stanze mentali, lontano dalle cose, ma neanche l'acqua lava via la morte.

La serata avrà, oltre a questi interventi, una partecipazione da parte degli artisti che si improvviseranno attoriî confondendosi tra il pubblico. Un uomo in smoking, un pilota, una lavandaia ...

Questa serata non vuole essere un giudizio o una manifestazione politica contro la guerra, ma una "manifestazione sensoriale" più complessa sul significato della guerra.

Venerdì 30 novembre 2001 - ore 21.00

Via Cucchetti - Noventa padovana PD

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