RestaurArte
San Gemini (TR)
Via Roma, 58

Carlo Carra'
dal 16/7/2008 al 9/8/2008
10 -13 e 18 -22
338 8451171
WEB
Segnalato da

RestaurArte



approfondimenti

Carlo Carra'
Marco Testa



 
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16/7/2008

Carlo Carra'

RestaurArte, San Gemini (TR)

In mostra le opere incise su lastre di rame tra il 1910 e il 1922 che raccontano in modo esemplare il percorso artistico di un grande interprete del Novecento: dal periodo Futurista, attraverso quello Metafisico, per approdare alla piu' nota fase del Classico-Arcaico. A cura di Marco Testa.


comunicato stampa

a cura di Marco Testa

Le opere che Carlo Carrà (Quargiento, Alessandria 1881 - Milano 1966) incise su lastre di rame tra il 1910 e il 1922, oggi conservate presso l’ Istituto Nazionale per la Grafica - Calcografia Nazionale, raccontano in modo esemplare il percorso artistico di questo grande interprete del Novecento: dal periodo Futurista (Ritratto di Marinetti), attraverso quello Metafisico (Attesa), per approdare alla più nota fase del Classico-Arcaico (La statua pensante) allorché, procedendo a una serrata idealizzazione geometrica del reale, l’artista giunge a esasperare ogni semplificazione formale per recuperare quell’equilibrio plastico che lo fa dialogare con maestri e interpreti della più elevata tradizione culturale italiana. Sono sullo sfondo Giotto, di cui Carrà ammirava “l’ossatura cubista dei dipinti” e persino Masaccio, come ne L’uomo seduto o ne L’uomo con il bicchiere. Convive con tutto ciò la sua passione per i paesisti piemontesi del 1906, che, accendendosi più forte all’epoca dei soggiorni in Riviera o a Forte dei Marmi, lo spinge a produrre paesaggi di notevole intensità (Il Porticciolo, Cengio).

La tecnica dell’incisione è fondamentale per capire Carlo Carrà. Permette di mettere a fuoco i diversi momenti della sua ricerca artistica e il suo modo di procedere attraverso contaminazioni, sovrapposizioni, straordinarie anticipazioni. Incentrata sull’oggettivazione di forme simboliche evocate mentalmente, essa fa riflettere sulla matrice quella che Carrà stesso definì la “magia delle apparizioni”.
L’idea della moltiplicazione dell’opera, che solo la tecnica incisoria può consentire di realizzare, è legata sostanzialmente a quella della socializzazione dell’immagine: una sperimentazione, cui non furono estranee le contemporanee letture rivoluzionarie dell’artista. La sua ricerca grafica, tuttavia, è un processo essenzialmente mentale. Il suo linguaggio rimanda a forme di un referenzialismo magico e arcano, che procede per archetipi e indaga valori spirituali sottintesi all’immagine, secondo un’operazione di astrazione a sfondo tanto psichico quanto razionale, capace di ricondurre la figura a segni.

Vernissage giovedì 17 luglio ore 22,00

Sede: RestaurArte,
Via Roma, 58, San Gemini (TR)
Orario: 10 -13; 18 -22
ingresso libero

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