Museo Civico della Laguna Sud "S. Francesco fuori le Mura"
Chioggia (VE)
Campo Marconi, 1 (ex Chiesa di S. Francesco)
041 5500911
WEB
Eleonora Duse
dal 19/9/2008 al 18/10/2008

Segnalato da

Citta' di Chioggia Ufficio Comunicazione



approfondimenti

Eleonora Duse



 
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19/9/2008

Eleonora Duse

Museo Civico della Laguna Sud "S. Francesco fuori le Mura", Chioggia (VE)

La Donna e l'artista. La mostra ripercorre la vita dell'artista attraverso l'esposizione di materiali originali, fotografie, abiti e oggetti a lei appartenuti. Viene inoltre proiettato il film "Cenere" del 1916, tratto dal romanzo di Grazia Deledda per la regia di Febo Mari.


comunicato stampa

Oggetto: Mostra temporanea “Eleonora Duse: La Donna e l’artista” dal 20 Settembre al 19 Ottobre al Museo Civico

Una mostra temporanea in occasione del 150° anniversario della nascita dedicata ad Eleonora Duse. Dal 20 Settembre al 19 Ottobre le sale espositive del Museo Civico “S. Francesco fuori le Mura” ospiteranno la mostra dedicata alla grande artista.

L’idea di realizzare una mostra su Eleonora Duse a Chioggia è nata per sottolineare il profondo legame della Duse con la Città e con il Veneto. La famiglia dell’attrice infatti era originaria di Chioggia, il nonno Luigi, nato nella città lagunare, fondò a Padova il teatro omonimo nel 1834, nella compagnia da lui diretta erano impegnati anche i genitori e gli zii di Eleonora. Le origini e la vita dell’artista sono quindi già fortemente impregnate dell’ambiente teatrale fin dalla nascita, avvenuta a Vigevano il 3 ottobre 1858 durante una tournée dei genitori.

La sua prima apparizione sulla scena all’età di quattro anni è proprio a Chioggia, nella parte di Cosetta ne “ I Miserabili” di Victor Hugo. La carriera artistica ha inizio a Verona, dove debutta giovanissima nel ruolo di Giulietta. Vive per lunghi periodi a Venezia, dove frequenta l'ambiente artistico e culturale. Si esibisce nei teatri più prestigiosi del Veneto, conquistando il successo di pubblico e critica. La crescente fama di grande artista le permette quindi di recitare nei palcoscenici più celebri del mondo. Dopo una vita itinerante densa di incontri ed emozioni decide di fermarsi ad Asolo, che diventa la sua dimora negli ultimi anni di vita. Si spegne a Pittsburgh nel 1924 durante una tournée negli Stati Uniti.

L’itinerario della mostra, allestita presso le Sale espositive del Museo Civico “S. Francesco fuori le Mura” di Chioggia dal 20 settembre al 19 ottobre, ripercorre la vita dell’artista attraverso l’esposizione di materiali originali, fotografie, abiti e oggetti a lei appartenuti, messi a disposizione dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia.
Una sezione è dedicata a documenti inediti provenienti dall’Archivio storico e dalla Biblioteca civica di Chioggia che testimoniano il legame di Eleonora Duse e della sua famiglia con la città. All’interno della mostra viene inoltre proiettato il film “Cenere” del 1916, tratto dal romanzo di Grazia Deledda per la regia di Febo Mari, occasione unica per poter ammirare l’arte drammatica dell’artista.

“Tra i tanti anniversari non potevamo esentarci dall’autorevole celebrazione di questa grande artista – commenta l’assessore alla cultura Nicola Boscolo Pecchie - E’ un’occasione che ci permette una collaborazione di rilievo con la Fondazione Cini e la Regione Veneto. Oltre a privilegiare l’aspetto artistico e cinematografico della divina Eleonora è pur altrettanto valida l’opportunità di lavorare con l’assessorato alle pari opportunità”.

“Esempio di un’emancipazione femminile che 150 anni fa era difficile da capire ed accettare, la prima donna ritratta nella copertina del Time, un modo di vedere e comprendere la vita che ancora oggi è motivo di riflessioni e domande. Per questo ho ritenuto di dover collaborare nella ottima riuscita di questa mostra che non solo evidenzia il rapporto della Duse con la città di Chioggia – afferma l’assessore alle pari opportunità Maria Grazia Marangon - ma sarà certamente motivo per le donne di oggi di conoscere la Divina e comprenderne la sua particolarità come donna di “rottura” per il suo tempo”.

LA VITA E L'ARTE DI ELEONORA DUSE

Eleonora Duse nasce a Vigevano, il 3 ottobre 1858, da una famiglia di attori girovaghi originari di Chioggia. Figlia d’arte, nei primi anni conduce una vita nomade ed esordisce sulle scene, giovanissima, a quattro anni, nella parte di Cosetta, in una riduzione de I miserabili di Victor Hugo a Chioggia. Trascorre lunghi periodi della sua infanzia nella città lagunare dove recita in diverse occasioni con la compagnia di famiglia
A 12 anni, racconterà l’attrice più tardi, interpreta la protagonista nella Francesca da Rimini di Silvio Pellico, sostituendo la madre malata.
Dal 1878 è ingaggiata stabilmente nella Compagnia Pezzana- Brunetti e raggiunge la prima notorietà con Pamela nubile di Carlo Goldoni al teatro dei Fiorentini a Napoli.
Il primo grande successo arriva, nel 1879, ancora a Napoli, quando interpreta Teresa nella Teresa Raquin di Emile Zola con Giacinta Pezzana. Nello stesso anno recita al teatro dei Fiorentini di Napoli in Amleto e Otello di Shakespeare, Oreste di Alfieri, Fernanda di Sardou.

In questi anni conosce il giornalista Martino Cafiero, direttore del «Corriere del Mattino» di Napoli, ha una relazione con lui e le nasce un figlio che muore appena nato.
Nel 1880-81 è scritturata, insieme al padre, dalla Compagnia Città di Torino diretta da Cesare Rossi che poco dopo conferma la sua fiducia nella giovane interprete e la eleva al ruolo di prima attrice della nuova formazione. Il debutto avviene a Firenze, nel 1881, con uno spettacolo di gala dove la Duse interpreta Scrollina di Achille Torelli. Da questo momento, la sua fama si diffonde e la Duse si impone in breve come la più grande attrice italiana del suo tempo. Recita a Venezia, al teatro Goldoni, in marzo e aprile 1881, in Facciamo divorzio e Fedora di Sardou. In agosto è a Firenze, all’Arena Nazionale, con Scrollina di Torelli.
Nel settembre dello stesso anno sposa l’attore Tebaldo Checchi e nel 1882 nasce la figlia Enrichetta. In febbraio Sarah Bernhardt recita a Torino ed Eleonora ammira la grande attrice francese. Nel 1882 interpreta Froufrou di Meilhac e Halévy, e La signora delle camelie di Dumas, all’Arena Nazionale di Firenze, in ottobre, al teatro Valle di Roma, La moglie di Claudio di Dumas e Odette di Sardou. Nel 1883 affronta molti nuovi testi: in aprile, all’Arena Nazionale di Firenze, La zampa del gatto e Il filo di Giuseppe Giacosa, in maggio, Un bacio dato non è mai perduto di Francesco de Renzis, a Roma, al Palazzo del Quirinale e Donna Lavinia di Enrico Montecorboli e Adriana Lecouvreur di Scribe e Legouvè, all’Arena Nazionale di Firenze, in luglio, Demi-monde di Dumas, a Bologna, all’Arena del Sole (già rappresentato nel marzo 1879 al teatro dei Fiorentini di Napoli, forse in un altro ruolo). In ottobre
interpreta La Sirena di Giacosa, a Roma, al teatro Valle e in dicembre, La contessa Maria di Gerolamo Rovetta, al teatro Carignano di Torino.

Nel 1884 mette in scena Cavalleria rusticana di Verga, al Carignano di Torino e La locandiera di Goldoni, probabilmente già interpretata prima della scrittura nella compagnia di Cesare Rossi,. a Trieste al teatro dei Filodrammatici. Nell’aprile, ancora a Trieste recita in Una visita di nozze di Dumas, e nel giugno, in Fratello d’armi di Giacosa e in Diavolina di Vittorio Bersezio a Torino, al teatro Carignano. In maggio, a Milano, nel corso di una trionfale stagione, conosce Arrigo Boito, con cui avrà una relazione che durerà circa dieci anni.
Nel 1885 interpreta Denise di Dumas, al teatro Valle di Roma e parte per una tournée in Sudamerica. Durante questo soggiorno lascia il marito e poco dopo la compagnia di Rossi. Alla fine di dicembre interpreta Amore senza stima di Paolo Ferrari, a Roma.
Nel 1886 diventa capocomica e dirige la Compagnia Drammatica Città Roma da lei fondata con l’attore Flavio Andò. Interpreta In portineria di Verga e La badessa di Jouarre di Ernest Renan nel dicembre al teatro Valle di Roma. In questi anni inizia ad affrontare un repertorio più difficile per il pubblico.
Nel maggio 1887 recita in Francillon di Dumas e Resa a discrezione di Giacosa, a Palermo al teatro Bellini e in novembre in Tristi amori di Giacosa, al teatro Gerbino di Torino. Il 1888 è l’anno di Antonio e Cleopatra di Shakespeare, nell'adattamento di Boito, andato in scena in novembre al teatro Manzoni di Milano.

Con il 1889 hanno inizio le tournée internazionali che porteranno la Duse dall’Egitto in tutta Europa, in Russia e tre volte negli Stati Uniti. Nel 1890 interpreta La moglie ideale di Marco Praga al teatro Gerbino di Torino, e nel febbraio 1891 il suo primo Ibsen, Casa di bambola ai Filodrammatici di Milano. In maggio è a San Pietroburgo, nel Petit Théatre con Giulietta e Romeo di Shakespeare nell’adattamento di Boito. In ottobre propone ancora un nuovo testo di Giacosa al torinese Carignano, La signora di Challant.
Nel corso degli anni novanta la Duse con la sua compagnia accentua la pratica di effettuare continue tournées all’estero e la sua permanenza in Italia si fa sempre più sporadica. É in queste occasioni che la sua tecnica recitativa diventa emblematica per le personalità più significative della rivoluzione teatrale d’inizio Novecento da Stanislavskij a Mejerchol’d, da Craig alla Duncan, a Copeau, Lugné-Poe, Shaw, Hoffmannsthal. Nel 1893 è a Berlino, al Lessing Theater con Casa paterna di Sudermann e Padrone e servitore di Thunwardsten.
Nel 1894 incontra a Venezia Gabriele D’Annunzio, con cui inizia una relazione artistica e sentimentale che durerà circa dieci anni.
Pochi anni più tardi, nel 1897, interpreta Sogno di un mattino di primavera di D’Annunzio, a Parigi, nel Théatre de la Reinassance, dando così inizio al sodalizio artistico che prosegue con Gioconda, andata in
scena per la prima volta nel 1899 a Palermo al teatro Lirico, con La gloria al teatro Mercadante di Napoli, con La città morta, ancora al Lirico di Milano nel marzo del 1901, per chiudersi con Francesca da Rimini, il 9 dicembre dello stesso anno, al teatro Costanzi di Roma.
Nel maggio 1898 mette in scena al Théatre de l’Oeuvre di Parigi Hedda Gabler e Rosmersholm di Ibsen, probabile ripresa di uno spettacolo del 1893.

Il progressivo distacco dal Poeta la porta ad avvicinarsi a nuovi testi drammatici come quelli di Ibsen, Maeterlinck, Gor’kij, pur continuando a rappresentare i drammi dannunziani in giro per il mondo. Infatti nel giugno1904 rappresenta Monna Vanna di Maeterlinck al Lirico di Milano e nell’ottobre 1905 I bassifondi di Gor’kij al Théatre de l’Oeuvre di Parigi. Il 1906 si chiude con la ripresa, alla Pergola di Firenze, di Rosmersholm di Ibsen, che segna l'incontro con il regista e scenografo Gordon Craig.
Nel 1909 a Berlino abbandona clamorosamente le scene a cui farà ritorno soltanto nel 1921.
In questo periodo di allontanamento dal teatro continua ad essere un personaggio pubblico, rilasciando interviste e promuovendo interessanti iniziative come quella della Libreria delle Attrici, a Roma. Frequenta molti artisti, in particolare scrittori e scrittrici, è in corrispondenza con attori, critici ed esponenti del nuovo teatro.
Nel 1916 interpreta il suo unico film, Cenere. Tratto da un romanzo di Grazia Deledda, il film, con la regia e l'interpretazione di Febo Mari, vede un'attiva partecipazione di Eleonora Duse nella scelta del soggetto e nella costruzione della sceneggiatura.
Nel maggio del 1921 ritorna alle scene con La donna del mare di Ibsen e La porta chiusa di Praga, al teatro Balbo di Torino, con la Compagnia di Ermete Zacconi. Nel gennaio 1922 interpreta Così sia di Tommaso Gallarati Scotti, al Costanzi di Roma e, nell’ottobre, La città morta di D’Annunzio e Spettri di Ibsen al Verdi di Trieste. Intraprende una serie di tournées a Londra, Vienna e negli Stati Uniti con una piccola compagnia di cui fa parte il giovane Memo Benassi.
Il 21 aprile 1924, nel corso dell’ultima tournée negli Stati Uniti, muore a Pittsburgh. Eleonora Duse, dopo un funerale che vede un'ampia e commossa partecipazione popolare, attraverso gli Stati Uniti e l’Italia, è sepolta nel cimitero di Sant’Anna, ad Asolo, in provincia di Treviso, luogo scelto da lei stessa come sua ultima dimora.

Museo Civico della Laguna Sud "S. Francesco fuori le Mura"
Campo Marconi, 1 (ex Chiesa di S. Francesco) - Chioggia (VE)

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Franco Donaggio
dal 5/12/2011 al 7/1/2012

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