Prometeogallery
Milano
via G. Ventura, 3
02 26924450 FAX 02 26924450
WEB
Giuseppe Stampone
dal 20/1/2010 al 5/3/2010
mar-sab 11-14 e 15-19

Segnalato da

Prometeogallery




 
calendario eventi  :: 




20/1/2010

Giuseppe Stampone

Prometeogallery, Milano

The Rules of the Game. L'artista ha deciso di trasformare la galleria in una sala da gioco. Il soggetto della mostra, quindi, e' il gioco d'azzardo. Slot machines, chemin de fer e altri ordigni ludici sono presenti per mettere alla prova uno o piu' giocatori, per invitarli a sfidare la sorte. Ma il numero che esce dal colpo di dadi non e' quello scaturito dal caso ma quello guidato dal banco che gestisce il gioco. A cura di Marco Scotini.


comunicato stampa

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a cura di Marco Scotini

Prometeogallery di Ida Pisani è lieta di annunciare la prima personale di Giuseppe Stampone presso i propri spazi di via Ventura. La mostra dal titolo ''The Rules of the Game'' aprirà giovedì 21 gennaio con un progetto complesso realizzato per l’occasione.

Più direttamente di altri suoi interventi, la personale milanese di Giuseppe Stampone dichiara quale principio di base del proprio lavoro il rapporto tra fiction e realtà sociale. Un rapporto inverso, una dissimmetria costitutiva che si serve dell’elemento fittizio e della scena per smascherare le strategie di cattura nelle quali concretamente siamo presi. C’è sempre la volontà di rivelare il lato oscuro della società civile dietro il 'keep smiling' di matrice americana. Oppure, più in generale, la necessità di denunciare le forme di sovranità ed egemonia dietro l’attuale idea di democrazia.

I set che Stampone realizza cercano di inficiare, ogni volta, le sicurezze psicologiche collettive, i ruoli sociali perseguiti, l’efficacia dei dispositivi di cui ci serviamo. A Venezia recentemente ha messo in scena una reale casa prefabbricata appena ultimata e circondata ancora dall’impalcatura. Il pubblico invitato a salire sul ponteggio poteva vedere che al suo interno scorrevano immagini televisive di macerie e rovine: quelle del terremoto d’Abruzzo, che è il luogo di origine di Stampone.

Ma le realtà parallele che Stampone costruisce non sono così realistiche e perfettamente convincenti: non hanno la pretesa di illudere nessuno. Non sono così spaesanti per lo spettatore che pure è invitato ad intervenirvi. Al contrario, queste installazioni lasciano trasparire la manifattura artigianale di cui sono fatte, mostrano il carattere temporaneo e precario proprio della scena. Dichiarano il carattere di copia e di simulacro che rappresentano. Stampone è infatti una sorta di fabbricatore di giocattoli, si serve degli stessi meccanismi dell’intrattenimento per mettere a nudo i nostri immaginari mediatici. Alla fine c’è sempre la figura di Joker che salta in scena, il sorriso del clown criminale di Tim Burton.

Per questa occasione milanese ha deciso di trasformare la galleria in una sala da gioco. E il soggetto è il gioco d’azzardo. Slot machines, chemin de fer e altri ordigni ludici sono presenti per mettere alla prova uno o più giocatori, per invitarli a sfidare la sorte. Ma il numero che esce dal colpo di dadi non è quello scaturito dal caso ma quello guidato dal banco che gestisce il gioco. L’ufficio della galleria è trasformato in una torretta di controllo e monitoraggio sui giocatori mentre un video ispirato al Salò di Pasolini funziona da elemento di rispecchiamento della scena: delle regole che la governano. Il gioco come meccanismo di sfruttamento dell’idea di fortuna e come agente di dipendenza crescente non è solo l’ultimo sogno possibile delle democrazie del tardo capitalismo. È anche l’ultima forma del nostro rapporto con ciò che chiamiamo arte.

Inaugurazione 21 gennaio ore 18.30

Prometeogallery di Ida Pisani
via Ventura 3, Milano
Orari: mar-sab 11.00-14.00/15.00-19.00
Ingresso libero

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curated by Marco Scotini

Prometeogallery di Ida Pisani is glad to announce the first solo exhibition by Giuseppe Stampone at its own spaces of via Ventura. The exhibition, titled ''The Rules of the Game'', will open on Thursday 21st of January, with a complex project created for this occasion.

More directly than in other interventions, the Milan Giuseppe Stampone’s personal exhibition declares the relationship between fiction and social reality as basics of his work. An inverse relationship, a constitutional dissymmetry that uses the fictitious element and the stage to unmask the capture strategies in which we are concretely caught. There’s always the will to reveal the dark side of the civil society behind the American-way 'keep smiling'. Or, more in general, the necessity to accuse the sovereignty and hegemony forms behind the present idea of democracy.

The sets that Stampone creates try to invalidate, every time, the collective psychological certainties, the social roles pursued, the effectiveness of the devices we use. Recently, in Venice, he staged a real prefabricated house just finished and still surrounded by the scaffolding. The audience, asked out to get on the scaffolding, could see that, inside, TV images of rubble and ruins slid: those of the earthquake in Abruzzo, that is Stampone’s provenance.

But the parallel realities that Stampone builds, are not so realistic and dead convincing: they don’t demand to deceive anybody. They are not so disorienting for the spectator, who is also asked to take part in them. On the contrary, these installations let shine through their made by hand manufacture, show the temporary and precarious aspect, typical of the stage. They declare their characteristic of representing a copy and an image. Stampone is, in fact, a kind of toys manufacturer, he uses the same mechanisms of the entertainment to bare our media imaginations. At the end there’s always the character of Joker leaping on the stage, the smile of the Tim Burton’s criminal clown.

For this occasion in Milan, he decided to turn the gallery into a games room. And the subject is the gamble. Slot machines, chemin de fer and other recreational devices are there to put one or more players to the test, to invite them to challenge the luck. But the number coming out the throwing of the dices is not that coming from the chance, but that ruled by the bank that leads the game. The office of the gallery is turned in a little control tower supervising the players, while a movie inspired to Pasolini’s Salò works as a reflecting element of the scene: of the rules managing it. The game, as exploitation mechanism of the idea of luck and as agent of increasing addition, is not only the last possible dream of the late capitalism democracies. It’s also the last form of our relationship with what we call art.

Opening 21st January 2010 h 6.30p.m.

Prometeogallery di Ida Pisani
via Ventura 3, Milano
Tue - Sat 11a.m.- 2p.m. and 3p.m.-7p.m.
entrance free

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