Ermanno Tedeschi Gallery
Roma
via del Portico d'Ottavia, 7
06 45551063 FAX 06 45551064
WEB
Sam Havadtoy
dal 15/3/2010 al 4/5/2010
lun-ven 10-3, 15-19, sab e dom su appuntamento

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Sam Havadtoy



 
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15/3/2010

Sam Havadtoy

Ermanno Tedeschi Gallery, Roma

L'arte di Havadtoy e' essenziale e concisa, si tratta di un fare artistico di matrice orientale: il tessuto e' come un velo che copre una realta' interiore che viene disvelata proprio mentre si nasconde. Risultato di questa operazione e' la comprensione spirituale della realta' che favorisce la riflessione nello spettatore.


comunicato stampa

Dopo una difficile infanzia e adolescenza vissute nell’Ungheria stalinista, Havadtoy intraprende a New York la professione di interior designer per poi seguire unicamente la strada della pittura, assecondando un amore per l’arte che l’aveva accompagnato sin dalla prima giovinezza. Per oltre trenta anni frequenta l’attivissima scena artistica newyorkese, venendo in contatto - fra gli altri - con Jasper Johns, Rauschenberg, Keith Haring, e soprattutto con Andy Warhol e Yoko Ono, di cui diverrà compagno dopo la scomparsa del marito John Lennon.

La tecnica di Havadtoy nasce da un’esigenza psico-terapeutica dovuta ad una sindrome depressiva, come scrive Arturo Schwarz nel testo introduttivo al catalogo “Beauty is Mystery”, da un momento di difficoltà personale e di ricerca introspettiva scaturisce l’esigenza di trascrivere le riflessioni esistenziali sulla tela. Quando il racconto è troppo lungo perché entri nel formato del quadro l’artista sovrappone il nuovo strato a quanto già vergato rendendo illeggibile il testo scritto. Successivamente all’opera è applicato uno strato di colore e un lembo di merletto a sua volta dipinto; il pizzo occulta il testo e collega l’idea (ciò che è scritto sulla tela) all’opera d’arte stessa (cioè la pittura).

Il merletto, come sostiene acutamente Schwarz, funge da elemento architettonico di collegamento fra il pieno ed il vuoto nell’esigenza di eliminare la discontinuità del reale. L’arte di Havadtoy è essenziale e concisa, si tratta di un fare artistico di matrice orientale: il tessuto è come un velo che copre una realtà interiore che viene disvelata proprio mentre si nasconde. Risultato di questa operazione è la comprensione spirituale della realtà fattuale che deve favorire la riflessione nello spettatore.
All’inaugurazione sarà presente l’artista.

Inaugurazione 16 Marzo 2010, dalle 18.30

Ermanno Tedeschi Gallery
Via del Portico d’Ottavia 7, Roma
orari: lun-ven 10-13, 15-19, sab e dom su appuntamento
ingresso libero

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