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AI MAGAZINE Anno 4 Numero 36 febbraio 2010



Parlano i muri

Nicola Guerra

Linguaggio e comunicazione dei murales: l’Arte diventa opinione attiva a Belfast e Derry.



a photography and CONTEMPORARY cultures’ mag.


L’APERITIVO ILLUSTRATO magazine.
La Rivista che ti disseta la mente.

> FEBBRAIO 2010 <
Sommario


Rubriche Illustrate

7
L’Editoriale
di Christina C. Magnanelli Weitensfelder
10
Lo sapevate che?
Comica Atomica
29
GRETA(s)TRIP
Little Greta in Artland
33
FrancheSTRIPPATE
Acqua alla gola
39
Portfolio d’autore
Photographer: Stefano Paiardini
58
Rubrica Celtica
Ricorrenza celtiche…
65
Le Previsioni di Febbraio
L’oroscopo de L’Aperitivo


Arte & Dintorni
12
Archivi contemporanei
Parlano i muri
14
La storia di copertina
Gentil sesso? No, grazie.
16
L’Artista sott’occhio
Forma e Rigore. Vitaliano Angelini.
18
Arte contemporanea
DRAFT
23
Ars Gratia Artis
La critica del critico.
25
Le Avanguardie
Dal Futurismo alla Metafisica
27
New York report
Il cuore dell’arte a New York
31
Art Review
Omaggio a Venanzo Crocetti
36
Ottava Arte
Tina contro Tina
37
Scatto e Contrasto
On being an angel. Franceca Woodman.



Mostre & Appuntamenti
20
Arte a Milano
Pois in infinitum
21
Andar per mostre / 1
Michelangelo’s Dream
22
Arte a Roma
La Meta-Pittura di Chia
24
Andar per mostre / 2
ArteCremona
28
Andar per mostre / 3
Schiele e il suo tempo
38
Andar per mostre / 4
Sagome in vetrina
61
Appuntamenti MUSICA e SPETTACOLO
Gli appuntamenti migliori
segnalati dalla redazione
63
Appuntamenti ARTE e CULTURA
Gli appuntamenti migliori
segnalati dalla redazione


Design
48
Oggetto “D”
L’insostenibile leggerezza… del Design
49
Orizzonti architettonici
Eleganza architettonica
50
Design di Moda
Cronaca di uno stile: Prada
51
Design
Future cars
53
I grandi Designer
Fluidità formale. Ron Arad


Cultura & Spettacolo
32
Varietas
Swing it again, Baby!
40
Insoliti noti
La Musa della danza italiana. Intervista a Carla Fracci
42
Noti ignoti
Io, Carla e il teatro. Intervista a Beppe Menegatti
43
Colpo di testa
Turci & Rossi: Cielo!
45
Teatralmente
Nemico di classe
46
Film Files
Tre recensioni selezionate del mese
47
Cinefilosofando
I diari della motocicletta
Ciak, si gira!
Il cinema di Fellini
51
Un libro in passerella/1
Letture consigliate dalla redazione
55
Un libro in passerella/2
Due recensioni selezionate del mese
60
Note & Dintorni
Tre recensioni selezionate del mese



Costume & Società
52
Good morning America!
America: a decade in pictures
56
Le vie del Montefeltro
Il carbonaio del Montefeltro
57
Vedo verde
Parliamo di influenza A/H1N1
58
Origami
Guerra alla “mano morta”


Varie & Eventuali
54
L’arte del pensiero
Tenere ai colori
59
Frequenze Sonore
I dominatori del 1988: Yasmin Evans e Dj Mark Moore
62+64
Rete di vendita e
distribuzione
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n. 70 estate 2015

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n. 69 primavera 2015

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Laura Cornejo Brugués
n. 68 inverno 2015

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Brian Midnight
n. 67 autunno 2014

L'eco del tempo
Roberto Palumbo
n. 66 estate 2014


The Bogside Artists
The petrol bomber
Derry, 1994-2009
photocredit: Nicola Guerra

The Bogside Artists
The Hunger Strikes
Derry, 2009
photocredit: Nicola Guerra

il Murales La collusione di sua maestà, Belfast, 2009
photocredit: Nicola Guerra

Linguaggio e comunicazione dei murales: l’Arte diventa opinione attiva a Belfast e Derry. Raccontata da The Bogside Artists, gruppo ispirato dalle tematiche sociali dell’Irlanda del Nord.

La tematica clou del recente dibattito europeo riguarda l’ingresso della Turchia nell’UE, osteggiato da alcuni per le lacune nel rispetto dei diritti umani. Siamo certi che in tutti gli attuali territori dell’UE tali diritti siano rispettati? Che dire delle Contee dell’Irlanda del Nord? La violazione britannica dei diritti civili e politici in queste terre è ancora oggi pressoché assente dal dibattito politico e i media veicolano rare informazioni. Come reazione a questo silenzio è sorto nell’Irlanda del Nord il fenomeno sociale ed artistico dei Murales indipendentisti come comunicazione che salda arte ed impegno civile.
A colloquio con gli autori dei murales si ascolta il dolore per quanto si siano a lungo taciuti i tragici eventi causati dalla dominazione britannica in terra irlandese: il Bloody Sunday, il sacrificio degli Hunger Strikers, le leggi liberticide per consentire l’incarcerazione senza processo, la negazione di opportunità occupazionali e diritti civili. Per rompere il silenzio nasce il fenomeno dell’artista guerriero, dell’artista armato le cui armi sono i colori, le bombolette spray, il pennello, i simboli da tracciare ed una parete sulla quale imprimere il proprio grido di libertà, la memoria storica e la richiesta di rispetto dei diritti civili.
I murales di Belfast e Derry lanciano un messaggio politico duplice: sono contemporaneamente mezzo di rivendicazione territoriale e mezzo di espressione politica. La prima funzione è espletata anche con l’uso semplice e veloce di simboli e colori come, ad esempio, il bordo dei marciapiedi colorato con l’arancione, il bianco ed il verde della bandiera d’Irlanda.
La seconda funzione, di messaggio politico, avviene tramite la realizzazione di opere complesse con una combinazione di colori, lettere e immagini di dimensioni maggiori solitamente realizzata sulla parete esterna di una casa con la collaborazione e disponibilità dei suoi abitanti. I temi di queste opere rappresentano i momenti cardine della storia delle Contee del Nord e riflettono anche l’evolversi della situazione politica. I murales di Belfast e Derry uniscono la rappresentazione di tematiche locali con tematiche indipendentiste di altri popoli e dalle pareti dell’Irlanda del Nord si leva un grido di libertà che valica i confini delle nazioni, delle razze, e delle religioni.

Il nazionalismo irlandese non diviene fattore di chiusura ma fattore di coesione, non guarda in cagnesco ciò che è altro da se preferendo abbracciare in una patria comune tutti coloro che lottano per la propria indipendenza.
L’opera di questi writers afferma, inoltre, un concetto d’arte non commerciale che, scavalcando i circuiti dei galleristi, propone un uso di forme, colori e spazi come supporto di giustizia sociale, memoria storica, perpetrazione dell’identità, amore per la patria e richiesta di un futuro migliore. Non si tratta dell’arte per l’arte che insegue solo il bello ma di arte che unisce estetica e contenuto offrendosi gratuitamente a tutti come è prerogativa della Street Art. Questi murales, anche in virtù di simbologie celtiche in essi incluse, rievocano la sacralità degli antichi templi pagani fruibili all’intera comunità e divengono dolmen politici che quotidianamente esprimono aspirazioni collettive nel silenzio dell’Europa. Oggi la comunità di artisti nordirlandesi non è impegnata solo nella realizzazione di nuove opere ma anche nel mantenimento delle precedenti perché come affermano The Bogside Artists: “le mura stesse delle case ci hanno detto cosa dipingerci e come, e il fatto che i murales abbiano vinto la sfida del tempo significa che avevamo ragione”.

Nicola Guerra, PhD fellow at the University of Turku - Dipartimento di italiano, Finland.