Accademia Montis Regalis
Mondovi' (CN)
Via Francesco Gallo, 3

Mario Lattes
dal 1/7/2011 al 14/7/2011
lun-ven 10-12:30 15:30-18:30, sab-dom 10-13 15-19. Sab 9 luglio aperta anche 21-23
011 5184268

Segnalato da

Paola Galletto



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Mario Lattes
Vincenzo Gatti



 
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1/7/2011

Mario Lattes

Accademia Montis Regalis, Mondovi' (CN)

La mostra "I teatrini di via Calandra" raccoglie opere del pittore sul tema delle marionette e dei teatrini. La sua dimora in via Calandra era l'universo privato in cui emozioni e fantasie si traducevano sulla pagina o sulla tela.


comunicato stampa

A cura di Vincenzo Gatti e della Fondazione Bottari Lattes

La mostra di opere di Mario Lattes dal titolo “I teatrini di Via Calandra” e curata dalla Fondazione Bottari Lattes insieme all’artista Vincenzo Gatti, inaugura sabato 2 luglio alle ore 18 presso le sale dell’Academia Montis Regalis a Mondovì (Via Francesco Gallo, 3). Raccoglie 20 opere che hanno in comune il tema delle marionette e dei teatrini.
Sarà aperta al pubblico fino al 16 luglio (orario: lunedì – venerdì 10-12.30 e 15.30-18.30; sabato e domenica 10-13 e 15-19. Sabato 9 luglio aperta anche dalle 21 alle 23).

Presentazione di Vincenzo Gatti
La mostra, dal titolo I teatrini di via Calandra, raccoglie 20 opere del pittore Mario Lattes che hanno in comune il tema delle marionette e dei teatrini. La dimora dell'artista, in via Fratelli Calandra a Torino, era l'universo privato dove si distillavano le emozioni e si evocavano le fantasie che si sarebbero tradotte sulla pagina o sulla tela.

Nella doppia veste di scrittore e pittore, Lattes avrebbe descritto o dipinto le stanze della memoria, dei ricordi, struggenti malinconie o, talvolta, vere e proprie ferite. In queste stanze, tra le presenze reali o immaginate, tra gli oggetti scelti per la personale wundwerkammer prendono vita le marionette, protagoniste di una recita che è sempre una crudele parodia, un'illusione, come illusorio è quanto accade in palcoscenico.

Allora, i teatrini dove si consuma la rappresentazione, possono dilatarsi e, nell'estro visionario e umbratile dell'artista, comprendere l'intera dimensione domestica e non solo, allargarsi al lucido mistero della città, ai luoghi che, oltre l'apparenza decorosa, possono nascondere beffarde ambiguità, fino al gran teatro del mondo, che, osservato con disincanto, rivela le ambiguità e tutte le vanità dell'esistenza.

La complessa trama pittorica delle opere di Mario Lattes bene dimostra il viaggio tormentoso verso la conoscenza e indica strade lungamente tentate, percorsi segnati dal dubbio, che per un artista è sempre fecondo e ricco di stimoli. La ricerca, mai terminata, si scioglie nella poesia ed in essa si rigenera: così il colore si stratifica, le mescolanze determinano e nascondono, in un fluire intenso e commosso come il trascorrere del tempo.

Mario Lattes ( Torino 1923 -2001), fece nella città natale le prime esperienze di arte e di cultura.
Dopo la seconda guerra mondiale , si dedicò alla casa editrice torinese Lattes, fondata nel 1893 dal nonno Simone. Del 1947 è la sua prima mostra alla galleria “La Bussola” di Torino, a testimonianza delle maturate esperienze artistiche.
La sua pittura, dopo un iniziale periodo informale, fu sempre figurativa, con valenze visionarie e fantastiche, tale da evocare illustri discendenze, da Moreau a Redon a Ensor.
Negli anni '50 allestì personali a Torino, Roma, Milano, Firenze.
In questo periodo partecipò con successo a due edizioni della Biennale di Venezia.

Seguì una regolare ma sempre meditata attività espositiva in tutta Italia.
Nel 1953 fondò una rivista,”Galleria”, che, dall'anno seguente, con il titolo “Questioni”, diventò voce influente del mondo culturale piemontese e non solo. Vi parteciparono intellettuali italiani e stranieri, come Abbagnano, Galvano, Adorno.
Tra il 1959 e il 1985 pubblicò una serie di romanzi, La stanza dei giochi, Il borghese di ventura, L'incendio del Regio, L'amore è niente.

Ebreo laico, la sua arte risente delle vicende e della psicologia di questo popolo:umorismo amaro e sarcastico, pessimismo e “lontananza”, anche se Torino fu sempre la sua unica e vera città.
Fu uomo solitario, complesso. La pittura, le incisioni e i romanzi sono legati da un forte filo di comunanza, talvolta anche nella scelta di soggetti identici, trasfigurati dalla diversità dei mezzi espressivi.

Ufficio Stampa Paola Galletto, 011.5184268 int. 907, 340.7892412, galletto@salonelibro.it

Inaugurazione: sabato 2 luglio ore 18

Accademia Montis Regalis
Via Francesco Gallo, 3 Mondovì
Orario: lunedì-venerdì 10-12.30 e 15.30-18.30; sabato e domenica 10-13 e 15-19. Sabato 9 luglio aperta anche dalle 21 alle 23.
Ingresso libero

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