Pinacoteca Giovanni Zust
Rancate
Mendrisio - Canton Ticino
+41 (0)91 6464565 FAX +41 (0)91 6463020
WEB
I riti e le stoffe
dal 8/3/2002 al 30/6/2002
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Segnalato da

Uesseart



 
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8/3/2002

I riti e le stoffe

Pinacoteca Giovanni Zust, Rancate

Un'esposizione dedicata agli arredi tessili conservati nelle chiese del territorio ticinese: e' la prima volta che nel Cantone Ticino viene organizzata una manifestazione specialmente ed esclusivamente dedicata ai piviali, alle pianete, agli stendardi, alle stoffe preziose, databili dal XV al XIX secolo, che ancora si conservano nelle sacrestie di molte nostre chiese.


comunicato stampa

Repubblica e Cantone del Ticino
Dipartimento dell'istruzione e della cultura

Paramenti liturgici e apparati processionali in Ticino dal XV al XIX secolo

Tra il 9 marzo e il 30 giugno 2002 la Pinacoteca Cantonale Giovanni Züst di Rancate, in collaborazione con l'Ufficio cantonale dei beni culturali, organizza un'esposizione dedicata agli arredi tessili conservati nelle chiese del territorio ticinese: è la prima volta che nel Cantone Ticino viene organizzata una manifestazione specialmente ed esclusivamente dedicata ai piviali, alle pianete, agli stendardi, alle stoffe preziose, databili dal XV al XIX secolo, che ancora si conservano nelle sacrestie di molte nostre chiese.

L'intento dell'esposizione è quello di presentare, sulla base di studi e di in-ventari scientificamente condotti, alcuni esempi di un patrimonio fin qui scarsamente conosciuto, ma considerevole per il suo valore storico e artistico. Le vesti indossate dal clero, i manufatti utilizzati durante i riti, le cele-brazioni liturgiche ancora oggi hanno un alto significato simbolico. La loro forma, il loro colore e la qualità stessa dei tessuti utilizzati sono sempre stati considerati con grande attenzione; alla loro confezione venivano desti-nati i materiali più preziosi, spesso offerti dalle ricche famiglie di notabili o dagli emigranti che volevano così onorare la chiesa della loro patria natale; anche l'uso di donare vesti civili alla chiesa affinché se ne ricavassero para-menti è una pratica antica e bene attestata.
Questa consuetudine cambia con l'epoca moderna e con la semplificazione della liturgia adottata dal Concilio Vaticano II (1963-1965): i paramenti pre-ziosi vengono giudicati troppo lussuosi e sostituiti con vesti dalle forme più semplici, tagliate in tessuti meno elaborati. Molti arredi vengono così ab-bandonati negli armadi delle sacrestie, e in alcuni casi si procede a distru-zioni non motivate.

Alcuni paramenti di grande interesse, e non solamente per la nostra storia artistica, sono però conservati ancora nelle sacrestie del Cantone. Un pro-getto di ricerca, condotto da Annalisa Galizia, assistente presso l'Università di Ginevra, e sostenuto dal Dipartimento dell'Istruzione tra il 1995 e il 1997, ha permesso di meglio conoscere questo patrimonio: sono stati repe-riti paramenti in velluto operato databili alla metà del Quattrocento e in da-masco decorato dai tipici motivi seicenteschi, preziosi abiti aristocratici usati per rivestire venerate Madonne e tessuti operati settecenteschi provenienti dai maggiori centri di produzione europei (particolarmente preziosi quelli di Lione), giunti nelle parrocchie ticinesi grazie agli emigranti.

Ma l'esposizione non vuole solamente illustrare l'evoluzione stilistica e tecni-ca della produzione di tessuti in seta, la ricchezza e l'interesse storico di questi materiali; grazie ad un competente contributo di padre Giovanni Poz-zi vuole anche promuovere la conoscenza di questo patrimonio con una lettura aggiornata del suo significato simbolico. In catalogo si trova pure uno scritto redatto dalle suore del Monastero di S. Giulio sul lago d'Orta in-teso a fornire informazioni sui metodi di conservazione e di restauro, affin-ché il patrimonio tessile possa essere trasmesso intatto e integro alle ge-nerazioni future.

La presentazione di questi materiali nella mostra ha avuto l'immediato ed entusiastico consenso da parte della Curia vescovile di Lugano.

Il catalogo della mostra è pubblicato da Fidia edizioni d'arte, Lugano.

Immagine: Stendardo raffigurante San Martino, fine XVII secolo

Inaugurazione: sabato 9 marzo, ore 17.30

10 marzo - 30 giugno 2002
orari : 9-12 14-17 / lunedì chiuso
ingresso: Fr. 7.-; comitive Fr. 5.-

Pinacoteca Züst
CH 6862 Rancate
tel/fax 0041.91.6464565

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