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Zoom Magazine (2006-2008) Anno 27 Numero 209 luglio-agosto 2007



Indian Photography

Enrica Bortolazzi

Four voices
Sheba Chhachhi, Anita Dube, Pushpamala N., Prabuddha Dasgupta
Exhibition Galleria Carla Sozzani, Milan





Zoom 209, luglio/agosto 2007

52 Biennale Venice
Italian Pavilion 2

Russian Pavilion Olga Sviblova 3
AES+F 5

China Pavilion Kan Xuan,Yin Xiuzhen, Shen Yuan, Cao Fei 12

Interview Wang Qingsong 18
Portfolio Yasumasa Morimura 22
Portfolio Claudia Rogge 28
Portfolio Dionisio Gonzales 34
Portfolio Al Satterwhite 42
Collecting Trend People and Partners 46
Exhibition Indian Photography 48
Exhibition James Hill 51

Vision Italy, Japan, Germany, Spain, Usa, France, Great Britain 5

Webportfolio news 76

Exhibition around the world 81
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n. 210 settembre-ottobre 2007


Anita Dube from Offering

Sheba Chhachhi from Ganga’s Daughters

Pushpamala fromPops

All images are courtesy Galleria Carla Sozzani and Sheba Chhachhi, Anita Dube, Pushpamala N., courtesy Gallery Nature Morte, New Delhi

Che l’arte contemporanea indiana stia raccogliendo in questi ultimi anni un’attenzione crescente di critica, pubblico e collezionisti, è confermato dal fatto che iniziano a vedersi mostre tematiche sull’argomento anche in Italia: non solo ampie collettive come quella che l’estate scorsa la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo dedicò al subcontinente indiano, o quella attualmente in corso al CAM di Casoria, Napoli, dal titolo “India revealed. Pictures, photographs, installations, videos » e proponente una decina di artisti impegnati sul fronte delle arti visive.
La Galleria Sozzani di Milano si aggiunge alla lista, con una mostra dedicata a quattro autori che vivono e lavorano in India, che hanno alle spalle molti anni di ricerca personale e che hanno collaborato con istituzioni internazionali, partecipando ad esposizioni. Forse un merito della selezione fatta dalla galleria milanese è il suo carattere “fotografico” nel senso tradizionale del termine: ciascun artista esposto infatti utilizza la fotografia, confrontandosi in particolare con uno dei suoi generi classici: il ritratto, l’autoritratto come messa in scena, la fotografia di taglio giornalistico o di reportage e quella, più recente ma ormai consolidata, della documentazione di una performance.
Si tratta di fotografi che hanno lavorato autonomamente, sviluppando progetti indipendenti l’uno dall’altro; eppure nella diversità e originalità delle loro ricerche si può intravvedere come filo conduttore la relazione tra tradizione e modernità.
I temi della corporeità, del femminile, dell’emarginazione sono stati affrontati da Sheba Chhachhi, attraverso la documentazione attraverso la fotografia e la raccolta di altro materiale (oggetti e testi): questo materiale è confluito nel progetto “Ganga’s Daughters”, condotto dall’autrice nell’arco di vent’ann. Vi sono inclusi i ritratti di donne profeta, che hanno dedicato l’intera loro esistemza alla spiritualità, piegando e in qualche modo negando la propria fisicità e femminilità. La serie “Initiation” è stata realizzata nel 2002, quando la Chhacchi visse all’interno di una comunità di donne e potè documentarne il rito di purificazione da loro celebrato.
Più intimo e personale è l’ambito prescelto da Anita Dube, artista che sperimenta con grande libertà diversi linguaggi e media.
“I-32 Tara Apartments” 2000, è una serie di dieci fotografie in bianco e nero scattate all’interno del sua appartamento a New Delhi. L’utilizzo della fotografia come strumento di documentazione di una performance è quello di “Offering”. Le mani dell’artista sono atteggiate al gesto dell’offerta e sono ricoperte da piccoli occhi di ceramica, antichi oggetti sacri della religione Indù e tradizionalmente usati come porta fortuna.
Pushpamala N. lavora principalmente con la “performance” fotografica e video, interpretando diversi personaggi/icone legati al mondo femminile indiano ed internazionale. Attraverso i suoi autoritratti ambientati, ha creato uno sorta di inventario dei modelli femminili esistenti, da quelli attinti dalla tradizione, religiosa o iconografica, a quelli contemporanei, creati con ritmi accelerati dall’industria di Bollywood. Da questa vastissima serie, intitolata “Native Women of South India: Manners & Customs” (2000-2004), in mostra è esposta la selezione “Pops”.
Prabuddha Dasgupta è un fotografo che ha lavorato a lungo in ambito commerciale, collaborando con numerose riviste internazionali. Esposte sono le immagini in bianco e nero, realizzate tra il 2004 ed il 2006 della serie “Myth and Memory. A portrait of Goa”. Il progetto di Dasgupta pone uno sguardo diverso e personale su questa meta turistica e cinematografica. Le sue fotografie colgono una certa nostalgia e cercano di fermare il tempo raccontando una realtà avvolta nel sogno, nella rimembranza.

Galleria Carla Sozzani, Milano
Fino al 29 luglio 2007
www.galleriacarlasozzani.org