
ph Anto.Milotta

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Parte 1
Non è vero che non
simulazione incarnata – spazio noi centrico – co sentire la potenza del linguaggio è fondata sul negativo il SI' alla vita di Nietsche è frutto di una decostruzione dei vecchi valori della morale cristiana. È una trasvalutazione dei valori per l'utraumano.
È l'archè filosofico, psicologico, lo troviamo nella letteratura, nella scienza e nell'arte. In Melville, in Kafka, in Musil, Dostojevskij, in Sartre, in Leopardi, in Beckett, in Duchamp, in Cage...... nelle passioni.....
Noia
argomentazione e video – la potenza si innesta ad una impotenza – dilatazione temporale – la durata tra una percezione e la reazione si dilata, diviene lunga.
In Heidegger il vivente umano è definito Dasein, esser-ci, ovvero è inteso come quell'ente che esiste nella particolare forma del 'Poter essere'...ovvero della pura potenza.
La mia apertura integrale al mondo e alle molteplici possibilità che nel mondo posso trovare per esprimermi, paradossalmente diventano più manifeste proprio quando si interrompono, dilatando solo il primo dei due elementi che compongono il binomio potenza/atto con il quale articoliamo il nostro stare nel mondo in maniera attiva.
Per Agamben l'esperienza della noia è l'operatore metafisico in cui si attua il passaggio dall'ambiente animale al mondo umano: in essa è in questione nulla meno che l'antropogenesi, il divenire dasein del vivente umano.
Bartleby
l'uomo senza particolarità, I am not particular, senza preferenze, senza qualità
gli scettici: dall'ou mallon (il non piuttosto) alla sospensione, all'epochè. Gli scettici si limitano a presentare il patos (il messaggero, l'angelo) dell' evanto, dell'enunciato (annunciazione). Ogni discorso è vero quanto il suo contrario.
Per gli scettici potere significa né porre né negare, né accettare né rifiutare. È il confine che mostra la soglia tra essere e non essere, tra sensibile e intelle- gibile, tra parola e cosa, non è il nulla ma lo spiraglio luminoso del possibile.
Beckett
l'Esauato. Si esauriscono tre forme di lingua: la lingua delle parole, la lingua delle voci, la lingua delle immagini. Film. - Immagine movimento madre –
1/ immagine percezione: solo nei corpi viventi, momento di sottrazione, sottraggo tutto ciò che non mi serve. Primo momento della soggettività materiale.
2/ immagine azione: azione ritardata tra l'immagine percepita e la risposta. Secondo momento materiale della sogettività.
3/ immagine affezione. Non tutte le immagini percepite hanno una risposta, alcune sono trattenute e si manifestano nell'espressione del volto. Si insinuano tra una percezione inquietante e una azione esitante.
Not I. l'azzeramento può avvenire anche tramite un surplus di linguaggio come in Not I. o in Funes (Borges)
Divenire animali
doc. di De Martino sui tarantolati. Cosa vuol dire divenire: Moby Dick. Insieme a Not I vedere Open Book di Acconci (pecora) Performance:
Cavallinità.
I cinici
la vera vita. L'altra vita. Fare della propria vita un'opera d'arte (Foucault, il coraggio della verità.) Diogene Laerzio racconta i cinici.
Diogene il cane.
La tautologia
non c'è dialettica, non c'è ne il bene né il male, è sempre giusta per Wittgenstain, “Mi meraviglio per il cielo comunque esso sia”, ovvero, “mi sento al sicuro qualunque cosa accada.”, questa è il massimo dell'esperienza etica per Witt......
esperimento impossibile: come disfarci di noi stessi
performance da proporre
divenire animale ...........Cavallinità
tautologie..................mi meraviglio per il cielo comunque esso sia
mi sento al sicuro qualsiasi cosa accada
motti di spirito............questo è un albero
la contingenza..............in realtà lei suona abbastanza male. Lo so suono male ma non voglio suonare meglio. Ah, se è così va tutto bene.
I compossibili..............fermi davanti agli ascensori
il cinico............lo sputo di Diogene = la nausea di Antoine Roquentin
l'arte come “non so che”. Pensiero mancante, fumoso, inutile, insufficiente, scontornato, fosco come in Bekett (Peggio tutta). Bunuel, l'angelo sterminatore. Tarkowskij, Stalker, Nostalghia. Malik, l'albero della vita. Inseguimento di Acconci e Sophie Calle.
Di Giuseppe Chiari provare Fuori. Ma in contrapposizione a Solo con la volontà di sapere. Ulisse e i porci.
Il pianto degli uomini di Ulisse alla fine dell'incantesimo, secondo Adorno.
Parte 2
John cage
Il contributo teorico di John Cage nell'introdurre un metodo di composizione che incrocia intenzione politica e sociale.
Chance operations
Chance è un evento di estremo significato: una direzione che allontana l'ego, le emozioni e l'abitudine, accogliendo le formazioni naturali e le multiple possibilità in arte. L'opera di Cage segna in questo modo un coinvolgimento con una forma di conflitto sociale. Silenzio in Cage è il punto d'entrata del resto del mondo nella sfera dell'udibile. E a partire da questo significato le chance operations sono considerate un invito alla conversazione, al dialogo - metafora dunque dell'ascolto.
La posizione in cui Cage opera sfida la contingenza della nostra partecipazione al mondo e come orientiamo la nostra attenzione in relazione alle forme di ordine politico, al capitalismo, al consumismo e all'ambiente.
Anarchia del Silenzio
Il rapporto tra pubblico e performance Cage propone una riflessione sull'ambiente e sulle possibilità del vedere e sentire a tal punto che l'impegno partecipativo tra performer e pubblico può solo essere di tipo anarchico. La nozione di Cage sul silenzio apre una prospettiva cross-culturale rivolta al sociale, alla possibilità di riflettere sulla nostra esistenza sociale, ed una riflessione sulla condizione libera dell'esistenza.
Judith Butler
La struttura stessa della vulnerabilità. In questo senso dobbiamo dedurre che la vulnerabilità, se deve essere attribuita a ogni soggetto umano, dipende profondamente da norme di riconoscimento preesistenti. Si tratta di problemi scottanti e attuali nel dibattito sulle società complesse e le sorti della responsabilità morale al loro interno Il punto di vista di Judith Butler riflette sulla relazione tra performatività e politica; da quì la necessità di conciliare l'interesse tra teoria critica e arte.
"Critica della violenza"
Singolarità senza identità; resistenza al concetto di unità; il concetto di opacità
"Il problema dello stato nazione"
Nozione di nazione e la crisi della sua definizione
"Teoria sociale che richiede un certo rapporto a se stessi e un certo rapporto agli altri"
Pratica del non-volere
www.maurofolci.com
www.simonabarbera.com
RIFLESSIONI:
Scrivo qui quello che avrei voluto dire e che non sono riuscita
a dire, quando avevo un microfono in mano.
Ecco, il posso non, credo che per me è stato un insegnamento
a riflettere prima di agire. Un momento di sospensione e
riflessione prima di prendere una decisione.
Questa possibilità di non fare, non agire è una grande
potenzialità che mi mette di fronte alle molte possibilità che
ho prima di prendere una decisione.
Il non fare – è come potersi ancora giocare un mazzo di carte.
Credo che questa cosa mi rimarrà sempre ogni volta che dovrò
prendere una strada, mi fermerò a pensare che posso anche
decidere di non proseguire o scegliere bene da che parte
andare.
- proteggimi da quello che voglio-
Valeria Talamonti
Posso non vedere... se chiudo gli occhi,
posso non gustare... se non assaggio,
posso non annusare... se respiro con la bocca,
posso non toccare... se salto nel vuoto
ma non posso mai evitare di ascoltare.
Anto Milotta