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Urban Anno 11 Numero 101 novembre 2011



Nel grembo di Pipilotti

Francesca Bonazzoli





SOMMARIO Urban N.101

09 | editoriale

11 | icon

13 | interurbana
al telefono con Nicoletta Donadio

15 | portfolio
Stati d’animo
a cura di Floriana Cavallo

24 | Cult
di Michele Milton

28 | the art of protest
di Sasha Carnevali

32 | nel grembo di pipilotti
di Francesca Bonazzoli

36 | kyla
di Paolo Madeddu

40 | libri
di Marta Topis

41 | nightlife
di Lorenzo Tiezzi

42 | musica
di Paolo Madeddu

45 | luck you collective
di Giovanna Maselli
foto Samantha Casolari

50 | sulle strade del vietnam
di Paolo Madeddu
foto Kevin German/Luceo Images

54 | richie jackson
di Sasha Carnevali
foto Tommaso Mei
56 | design
di Olivia Porta

60 | postcards from paris
foto Steeve Beckouet
styling Ivan Bontchev

68 | warm & cool
foto Giorgio Codazzi
styling Ivan Bontchev

73 | body
foto Giorgio Codazzi
styling Ivan Bontchev

75 | Fuori
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È una dei pochi artisti di successo a non aver capitolato alla divisa Prada (adottata anche dai cinesi) e a preferire invece improbabili camicie tirolesi abbinate a vecchi scarponi da montagna.

È trasgressiva, ma visionaria; è femminista, ma non ideologica; è nata nell’ordinata Svizzera, ma in un video rompe sorridente i vetri delle macchine con una mazza a forma di fiore; si fa chiamare Pipilotti, crasi fra Pippi Calzelunghe e il suo vero nome, Elisabeth Charlotte (Lotti) Rist, ed è una delle più geniali videoartiste.

Dopo aver occupato con le sue proiezioni oniriche e fiabesche il Moma di New York, Times Square, il Fact di Liverpool, il soffitto della chiesa veneziana di San Stae o il Beaubourg di Parigi, approda ora grazie alla Fondazione Nicola Trussardi all’ex cinema Manzoni di Milano, rimasto chiuso dal 2006.

Dalla hall allo scalone d’ingresso, dalla platea al bar, Pipilotti ha avvolto l’intera architettura ormai fantasma in un involucro ipnotico di immagini e suoni che ci immergono in un Eden psichedelico, come se galleggiassimo in trance in un liquido amniotico di emozioni. Uno spettacolo geniale, dove l’emozione prevale sul concettualismo.

Una specie di terapia rilassante cui mancano però i profumi perché altrimenti l’opera assumerebbe un sapore new age e invece Pipilotti è una ragazza ribelle cui piace ribaltare il mondo e metterlo a soqquadro con il gusto di fare magie.